L’opinione sportiva di Stefano Villa: MONZA 1970, QUANDO LA F1 CAMBIÒ DEFINITIVAMENTE

Il GP d’Italia del Mondiale 1970 è ricordato per due motivi dall’opposta emozione, ma è uno spartiacque decisivo per la storia dell’automobilismo.

Il 41° GP d’Italia, svoltosi all’autodromo di Monza il 6 settembre 1970, è passato alla storia come una gara dai significati unici. Nelle qualifiche del sabato il pilota austriaco e leader del Mondiale Joachen Rindt perde il controllo della sua Lotus all’ingresso della parabolica, un incidente per lui fatale. La sua squadra, in segno di lutto, si ritira dalla corsa.
In pole position troviamo una delle tre Ferrari al via, quella del belga Jacky Ickx, seguita dalla BRM del messicano Rodriguez, dalla rossa del ticinese quasi esordiente Clay Regazzoni e dalla March del Campione del Mondo Jackie Stewart.

Ickx parte prendendo la testa della gara su Rodriguez, seguito da un gruppo che comprende le Ferrari di Regazzoni e Giunti, e man mano che la corsa va avanti al comando si alternano Ickx e Regazzoni scatenando l’entusiasmo del numeroso pubblico presente all’Autodromo.
Al 26esimo giro Ickx è costretto al ritiro per noie alla frizione, lasciando a Regazzoni il compito di difendere i colori della vettura di Maranello dall’attacco degli avversari.

Le lotte nelle retrovie consentono al pilota della Ferrari di guadagnare quei pochi secondi sufficienti a controllare la corsa al meglio: la folla è in delirio.
Dopo quasi due ore di gara è Clay Regazzoni a tagliare per primo il traguardo nel giorno del suo trentunesimo compleanno, miglior regalo non poteva farsi.

Dopo la bandiera a scacchi però accade qualcosa di inaspettato e mai verificatosi prima: il pubblico scavalca le recinzioni e invade la pista per festeggiare la vittoria della Ferrari e del suo nuovo beniamino. Quando il ticinese, terminato il giro d’onore, torna sul traguardo viene letteralmente bloccato dal pubblico, estratto di peso dalla vettura e portato in trionfo fino al podio.
Un’immagine iconica che ancora oggi è viva nella mente degli appassionati.

Un weekend dalle emozioni contrastanti per la morte di Rindt, che diventerà l’unico pilota a vincere il titolo alla memoria, e l’esplosione di gioia incontrollata del pubblico a seguito della vittoria di Regazzoni.
Quella gara ha segnato uno spartiacque per la F1: da quel 6 settembre di cinquantatre anni fa le corse sono diventate un compagno fedele nelle domeniche degli appassionati dell’universo automobilistico, da quel giorno la F1 cambiò definitivamente.

Stefano Villa – reporter cooperator

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