Il fantasista inglese è passato in pochi anni da futuro fuoriclasse a giocatore ai margini del Besiktas, una triste parabola senza spiegazioni apparenti. Ora l’Everton per provare a rinascere.
La lista di giocatori talentuosi che non hanno mantenuto le promesse è ricca di potenziali inespressi a causa di problemi fisici o extra campo.
A questo lungo elenco dobbiamo purtroppo aggiungere Dele Alli che a soli 27 anni sembra essere arrivato a un punto di non ritorno. Quello che colpisce del fantasista inglese è il tracollo vissuto nelle ultime due stagioni senza un motivo apparente, qualcosa difficile da spiegare per chiunque.
Con la maglia del Tottenham aveva dimostrato fin da giovanissimo di possedere tutte le doti per essere un trequartista di alto livello internazionale. Le sue doti tecniche, unite a un innato senso del gol, gli hanno permesso di essere il miglior giovane della Premier League in ben due occasioni, un onore che solamente Wayne Rooney aveva vissuto in precedenza.
Ma quando tutto sembrava presagire a un futuro splendido ecco il rapido e non spiegabile declino, un taglio alla tela degno del miglior Lucio Fontana che ha segnato la sua giovane carriera in maniera definitiva. Alli ha smesso di giocare in maniera leggera e le sue prestazioni ne hanno risentito notevolmente.
Con Mauricio Pochettino è riuscito a esprimere il massimo del suo potenziale in un Tottenham che poteva contare sui suoi inserimenti micidiali, sulle giocate di pura tecnica di Eriksen e sui gol dell’implacabile Kane.
Gli Spurs sono arrivati alla finale di Champions League nel 2019 ma in poco tempo il giocattolo non si è rotto, si è disintegrato: alcune cessioni eccellenti e la partenza del tecnico hanno tolto i punti di riferimento di quella squadra e Alli si è perso per strada, anche per qualche fastidioso infortunio.
Josè Mourinho e Nuno Espirito Santo, i due tecnici che succedono Pochettino, non riescono a trovargli la sistemazione adatta nei rispettivi sistemi di gioco e Alli finisce ai margini del club che decide di cederlo praticamente a costo zero all’Everton. Tutti sperano che respirare una nuova aria possa riportare l’inglese ad esprimersi al suo meglio, in realtà la stagione con la compagine di Liverpool è un manifesto di smarrimento totale, a tratti surreale.
La scorsa estate il nuovo prestito al Besiktas, ma in Turchia riesce a racimolare solamente tredici presenze condite da due reti. Non sono mancati i momenti difficili tra prestazioni scadenti, sostituzioni all’intervallo o addirittura nel corso del primo tempo ed errori tecnici che fanno pensare che il suo sia un problema psicologico ancor prima che fisico.
Sembra che improvvisamente abbia disimparato a giocare, tanto che già nel mercato di gennaio il club turco ha provato a rispedirlo al mittente senza successo.
Conclude la stagione da separato in casa, sfiduciato e senza prospettive interessanti per il futuro.
Sono lontani i tempi in cui Dele Alli incantava gli amanti del calcio di tutto io mondo con le sue abilità offensive e quella capacità di divertirsi e divertire.
L’intervista che ha rilasciato a Gary Neville lo scorso mese può essere la chiave giusta per entrare nella sua testa. In quest’occasione Alli ha raccontato la sua storia: la madre alcolizzata e un padre totalmente assente e lo spaccio di stupefacenti da bambino, aspetti che hanno condizionato la sua salute mentale portandolo ad abusare di sonniferi.
La speranza è che in Turchia abbia toccato il fondo capendo come ritrovare quell’amore per il calcio che sembra aver smarrito: ora una nuova avventura ancora con l’Everton per provare a tornare quello di un tempo.
A soli 27 anni potrebbe essere arrivato il canto del cigno per Dele Alli e questa sarebbe la pagina più triste di un libro che meritava un finale diverso.
Stefano Villa – reporter cooperator
