Una volta nella vita vale la pena scoprire la città di Comacchio, non lontano da Ferrara. Si presenta come un meraviglioso mix di natura, mare e storia, il tutto concentrato in un unico territorio. Definita anche la “piccola Venezia” è una cittadina capace di incantare.
Comacchio è un stupenda cittadina lagunare che si trova nel cuore del Parco del Delta del Po, di cui è considerata la capitale. È un centro che vive tra terra e acqua. Il periodo migliore per visitare Comacchio va da aprile a metà ottobre. Nei primi due weekend di ottobre è presente la Sagra dell’anguilla, con relativi degustazioni e spettacoli di strada.
Comacchio sorge su tredici isole e, visitandola, sarà possibile comprendere che il suo centro storico risulta un intreccio di tanti piccoli canali e vicoli. La sua origine risale a circa duemila anni fa e fino al 1821 si poteva raggiungere solo via acqua.
Uno dei simboli più caratteristici e iconografici della cittadina risulta il ponte dei Trepponti, noto anche come Ponte della Pallotta, costruito sopra il canale che, nel 1638, veniva utilizzato per convogliare le imbarcazioni verso il Mar Adriatico. A renderlo noto sono stati anche gli artisti che lo hanno più volte rappresentato per raccontare Comacchio. Il ponte dei Trepponti era la porta della città quando il canale sottostante conduceva al Mar Adriatico. Fu progettato dall’architetto ravennate Luca Danese per volere del cardinale Giovanni Battista Pallotta. Scendendo dalla scalinata principale e centrale de ponte ci si troverà in via della Pescheria e, nell’angolo sulla destra, si troverà la vecchia Pescheria, un edificio dove, dalla primavera all’autunno, vengono organizzate mostre temporanee d’arte. Proseguendo sulla sinistra sarà possibile vedere il Ponte degli Sbirri, formato da tre arcate capaci di unire il principale snodo d’acqua della città.
Una volta scesi dal ponte sarà possibile vedere uno splendido edificio, palazzo Bellini, costruito nella seconda metà dell’Ottocento e oggi sede della biblioteca civica L.A. Muratori,dell’Archivio Storico Comunale e di mostre periodicamente organizzate. Fino al novembre 2016 questo palazzo è stato sede del Museo del Carico della Nave Romana, trasferito nella nuova sede museale.
Un’altra splendida struttura, che si trova dalla parte opposta della strada, è un palazzo in stile neoclassico, progettato dall’architetto ferrarese Antonio Foschini, a partire dal 1771, un tempo sede del settecentesco Palazzo degli Infermi. Ora è sede del Museo Delta Antico, raggiungibile attraversando il ponte degli Sbirri.
Il Museo Delta Antico, di recente inaugurazione (25 marzo 2017) ha preso il posto del settecentesco ospedale degli Infermi, che è stato funzionante fino agli anni Settanta del secolo scorso.
Il museo, disposto su sue piani, prevede un percorso che inizia dall’età romana con una sezione intitolata “Un territorio senza città” dove sono esposti i reperti relativi alle attività economiche del tempo, compresi allevamento, pesca, produzione di ceramiche e di monete.
La seconda parte è dedicata al Carico della nave romana. Si tratta di sale che fanno percepire al visitatore di essere salito a bordo dell’imbarcazione medesima, dal pavimento di legno al rumore del fruscio delle onde del mare che esce dalle casse e che rendono la visita ancora più suggestiva.
Durante alcuni lavori di manutenzione dei canali di bonifica, è stata ritrovata casualmente la nave romana lunga 21 metri e naufragata, completa di tutto il suo carico. Aveva una portata di 90 tonnellate e trasportava merci di ogni tipo, tra cui il tempietto in piombo raffigurante un edificio di culto del tempo, anfore contenenti miele, aceto, vino e lingotti di piombo che erano utilizzati all’epoca come moneta
Al primo piano è collocata la sezione più antica, dove si trovano i reperti relativi alla città etrusca, dalla nascita alla sua scomparsa. Al primo piano, nella parte destra, si trova la sezione dedicata alla Comacchio medievale.
Riattraversando il ponte degli Sbirri si approda alla Torre Civica e alla Loggia del Grano. La Torre non è originale, risulta la ricostruzione ottocentesca di una torre trecentesca rasa al suolo. Dal 1816 è dotata di un orologio meccanico. La loggia è stata attribuita all’architetto ferrarese Giovan Battista Aleotti, edificata tra il 1615 e il 1623.
Merita una visita anche la cattedrale di Comacchio, dedicata a San Cassiano, che sorge in tutta la sua imponenza. Pare che la prima cattedrale dedicata al Santo patrono della città sia stata fondata nel 708; l’attuale duomo è stato consacrato nel 1740 e progettato dall’architetto romano Angelo Cerruti. Sul lato destro della cattedrale è stata eretta una maestosa torre campanaria, opera del veneziano Giorgio Frassati. Non lontano dalla cattedrale, a circa 600 metri, si potrà ammirare il loggiato dei Cappuccini in tutto il suo splendore, costituito da 143 archi, sostenuti da altrettante colonne, capaci di creare un ambiente davvero suggestivo, che merita di essere immortalato da uno scatto fotografico. Il loggiato conduce a un Santuario, di Santa Maria in Aula Regia.
Se ci si ferma un poco prima si potrà visitare un luogo che rappresenta una peculiarità per la storia di Comacchio, la manifattura dei Marinati, che consente di comprendere a fondo la storia e la cultura degli abitanti. In questo edificio vengono lavorate e marinate le anguille pescate nelle acque di Comacchio, seguendo un processo antichissimo rimasto inalterato nel tempo. La fabbrica è ancora attiva alcuni giorni l’anno. La visita inizia al primo piano con un proiettore che consente di vedere alcuni filmati storici sulla vita degli abitanti di Comacchio e sul loro legame con la pesca delle anguille. Al secondo piano si approda nella Fossa o Calata, dove arrivavano le barche cariche di anguille e di altre tipologie di pesci pronte per essere lavorate. Il cuore della struttura è dato dalla Sala dei Fuochi, in cui si trovano dodici grandi camini e dove si può percepire il profumo delle anguille in lavorazione. L’ultima sala è quella degli Aceti, dove in origine erano conservate in botti e tini.
Mara Martellotta-giornalista



