IL BOOMER E LA VECCHIAIA

L’ho derisa, rifiutata, guardata di soppiatto, sfuggita ma alla fine è pronta a manifestarsi.
Con le sue lusinghe e le sue sconfitte.
Con i suoi conti da fare e con i sogni che ad uno ad uno se ne vanno.
Con gli amici che iniziano ad andare via e i tuoi genitori, i tuoi nonni che già sono andati.
Con la paura di non essere più in grado “di fare” e di sentirsi dunque inutile.
Con il piacere di rifugiarsi nel pensiero e con tutti i ricordi che ti circondano.
Con le fotografie da sfiorare appena con le dita, mentre ti viene voglia di piangere
Con i figli sempre più adulti e sempre più lontani
Con le lunghe passeggiate da soli a pensare.
Con la paura delle malattie.
Con la paura della morte. Che succederà dopo ? Dove sarò ? Sarà davvero tutto finito ?
Con la coscienza di avere vissuto con onestà .
Con una moglie che ti è sempre stata vicino e che sta ora invecchiando accanto e insieme a te.
Con la voglia di assaporare ogni possibile minuto di serenità.
Con il piacere della lentezza e del riposo.
Con la voglia di tornare indietro e la delusione per non poterlo fare.
Con il piacere di ritrovare i vecchi amici e ascoltare da loro ancora una storia sempre più lontana.
Con la voglia di non sprecare neppure più un minuto del proprio tempo.
Con la capacità di dare importanza alle cose davvero importanti e di ignorare i problemi futili.
Con la saggezza o per meglio dire, l’illusione della saggezza.
Con l’esperienza che ti aiuta a comprendere il mondo e chi ti circonda.
Ed ora eccola, è dietro l’angolo. Mi sta strizzando l’occhio.
La maledetta non mi molla.
Io fingo di non vederla ma non serve.
La VECCHIAIA mi sta aspettando.

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