Lunedì scorso mi è capitato di assistere a un concerto ( ma parlare di concerto è riduttivo ) di un cantante, attore e scrittore che ho sempre apprezzato e che, dopo Lunedì, apprezzo molto di più.
Simone Cristicchi.
Una persona intelligente, che sa pensare e che sa riflettere e far riflettere. Nel panorama attuale della musica italiana credo davvero si tratti di una perla rara. Ho ascoltato molte canzoni piacevoli, alcune poesie, riflessioni che mi sono rimaste dentro. Ma una poesia, una su tutte, mi ha colpito e vorrei proporla. Queste parole, di Simone Cristicchi, sono esattamente le mie parole e le parole di tutti i boomer di “buona volontà” che come me hanno sperato e ancora sperano in un mondo migliore.
C’è stato un tempo in cui tutti in cui tutti i giovani hanno creduto che “ chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso.”
La poesia si intitola “ Credo”.
«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre.
Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione.
Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia.
Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura.
Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose.
Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore.
Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato.
Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio.
Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso.
E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza.
Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla.
Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo.
Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere.»
Grazie Simone, per queste parole e grazie a chi vorrà spendere un poco del suo tempo per leggerle.
