Ciascuno di noi, durante il corso della propria esistenza, ha avuto modo di confrontarsi con film importanti che in qualche modo hanno cambiato la propria visione del mondo.
Anche io (come moltissimi della mia generazione) ho subito il fascino di messaggi che solamente grandi artisti, grandi film e grandi menti sono in grado di proporre.
Messaggi importanti, proposti da film che mi hanno accompagnato nel corso di tutta la mia vita e che ancora oggi, oggi che sono – come si dice comunemente – un boomer, continuano ad accompagnarmi e a farmi riflettere.
Il primo film di cui vorrei parlare è stato prodotto negli anni ’70. Un decennio di riflessioni, di voglia di pensare e di approfondire. Un decennio anche di rivolta. Un decennio pieno di contraddizioni ma che ha saputo nel bene e nel male cambiare il mondo.
Il film si intitola “Sacco e Vanzetti”.
Una pellicola che forse per la prima volta mi fatto comprendere che esiste un male oscuro nascosto nelle pieghe di ogni società.
Questo male oscuro è il miglior figlio dell’ignoranza, il pregiudizio.
Avevo sedici anni e fino a quel momento la visione del mondo era stata quella rassicurante della mia famiglia. Un palcoscenico dove ogni ingiustizia e ogni difficoltà si stemperava nella accogliente dolcezza e di mia madre e nella rassicurante rassegnazione di mio padre.
Il film che ho visto parlava invece di una società profondamente ingiusta ( casualmente quella americana ma si tratta di un film adattabile a ogni situazione) che giudica colpevoli a prescindere, senza farsi domande, due uomini perché italiani e perché anarchici.
Due uomini poi giustiziati senza alcuna prova per un delitto e per una rapina mai commessi.
Proprio questa storia, terribilmente drammatica e purtroppo vera, mi ha fatto capire come il pregiudizio sia purtroppo parte integrante della nostra vita.
Da quel momento ho capito che un uomo non deve mai lasciarsi condizionare dalle apparenze ma deve sempre conservare la propria lucidità e razionalità.
Ed ho anche compreso che cosa significa opporsi ai poveri di spirito che non sono in grado di distinguere apparenza e fatti, sentito dire e prove.
Oggi, che a distanza di molti anni, non è cambiato molto nella nostra società, il messaggio di questo film è purtroppo ancora valido.
Ho ancora voglia di lottare contro tutti i pregiudizi.
Di contrastare i poveri di spirito che non sanno liberarsi dalle loro meschinità e che giudicano solo in funzione del colore della pelle e della provenienza etnica.
Quanti Sacco e Vanzetti dovranno ancora essere accusati ingiustamente prima che l’intelligenza umana possa prevalere ?
ROBERTO PARESCHI-CONTG.NEWS
