Un pilota che sembra aver firmato un patto con il Diavolo: più invecchia e più migliora. Ecco la vita di Fernando Alonso.
Oviedo, 29 luglio 1981. José Luis Alonso e la moglie Ana Maria danno alla luce il piccolo Fernando. Ancora non lo sanno, ma quel ragazzino diventerà uno dei piloti più competitivi nella storia delle competizioni automobilistiche di ogni genere.
In principio furono i kart, grande passione di papà José Luis, che gli consentono di provare il brivido della velocità a soli 7 anni tanto che nel 1988 è già campione della sua categoria, anticipando quello che arriverà negli anni seguenti.
La scalata di Alonso è inarrestabile e lo vede passare dai kart alla Formula 3000 con una naturalezza quasi spaventosa, mettendo in mostra tutto il suo talento in pista unito a una capacità di non mollare mai nei corpo a corpo, dote che tornerà molto utile anche più avanti.
Nel 2000 è Giancarlo Minardi il primo a concedergli una chance nel mondo della Formula 1 facendolo diventare prima terzo pilota e poi regalandogli un sedile nella stagione successiva. A soli vent’anni è uno dei piloti più giovani di sempre a guidare una F1, con risultati che fanno alzare più di un sopracciglio.
Nel 2002 è Flavio Briatore a puntare in maniera decisa su di lui prima come collaudatore e poi come secondo pilota della Renault a fianco di Jarno Trulli, ma la sua capacità di non mollare mai viene presto a galla e lo porterà a conquistare i primi successi assoluti. Nel 2005 e nel 2006 domina il campionato, superando rivali del calibro di Michael Schumacher e Kimi Raikkonen.
Nel 2007 passa alla McLaren dove deve fare i conti con un giovane compagno di squadra competitivo che risponde al nome di Lewis Hamilton. L’impatto con la nuova scuderia non è dei migliori, in particolare per i rapporti con gli uomini di punta del team, e nel 2009 Alonso decide di tornare in Renault, dove ha vissuto i giorni più felici della sua carriera.
Tuttavia la scuderia francese, guidata ancora da Briatore, è lontana dai fasti di un tempo e i risultati non arrivano, ma per il pilota iberico è in arrivo una nuova e stimolante sfida: provare a riportare il titolo a Maranello.
Nelle quattro stagioni alla guida della Ferrari Alonso mette in mostra tutte le sue doti da combattente ribaldo, ma la Rossa non sta vivendo il suo momento migliore e, specialmente nei finali di stagione, mette in evidenza tutti i suoi limiti strutturali che impediscono allo spagnolo di vincere il Campionato del Mondo.
Nel 2015 Alonso si accorda nuovamente con la McLaren per un triennio ricco di delusioni, al termine del quale annuncia il ritiro dal Circus.
La passione per le corse, però, non ne vuole sapere di scemare e per Alonso è tempo di nuove sfide stimolanti.
Vince due edizioni della 24 ore di Le Mans, partecipa alla Parigi-Dakar, al campionato Endurance e alla 500 miglia di Indianapolis. Tutte esperienze che mettono in evidenza la sua grande vena competitiva anche in contesti differenti da quelli a cui era abituato.
Ma il richiamo della Formula Uno è troppo forte e alla soglia dei quarant’anni la Alpine punta sul pilota iberico che dimostra, ancora una volta, di avere la fame di un ragazzino lottando alla pari contro piloti che erano appena nati quando lui debuttava sulla Minardi.
Le due annate sulla vettura francese ridanno quegli stimoli che sembravano perduti e nel 2023, a quasi 42 anni, Alonso continua a stupire sull’Aston-Martin e sembra avere la sindrome di Peter Pan quando si mette alla guida di una vettura, e con lui anche chi ha seguito tutta la sua carriera ha la netta sensazione di restare sempre giovane.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi di Stefano Villa: FERNANDO ALONSO, STORIA DI UNA LEGGENDA
