#storia&viaggi# Ferrara, città degli Estensi, ricca di misteri legati alla storia dei Templari. Ce ne parla la giornalista collega Mara Martellotta

Ferrara non è soltanto la città degli Estensi e del patrimonio architettonico legato alla loro storia, ma una città insolita e misteriosa, ricca di segreti, soprattutto legati ai Templari e alla loro storia.
A Ferrara, infatti, vi sono ben tre chiese di origine templare, anche se di una è rimasto soltanto il chiostro.
La più importante è la chiesa di San Giacomo, luogo dove l’iniziatore trascorreva la “Veglia d’armi”, la notte in preghiera che precedeva l’investitura a cavaliere templare. Secondo alcune testimonianze storiche qui sarebbe sepolto Ugo dei Pagani, il fondatore dell’Ordine dei Templari. La chiesa di San Giacomo si trova in via del Carmine 8 e di essa si può ammirare solo la facciata esterna perché è diventata una sala dell’attiguo cinema Apollo.
Un’altra chiesa templare di grande importanza era quella di San Giuliano, rimasta all’ombra del castello degli Estensi. Sembra che in questa chiesa si tenessero incontri e rituali legati alle iniziazioni all’Ordine dei Templari. Un’altra chiesa di estrema importanza per l’ordine è quella di Santa Maria del Tempio o della Rosa, un nome che pare richiamare il Codice da Vinci . Venne fondata nel 1156 e aveva annessi il convento e l’ospizio.
Ferrara è una città a misura d’uomo, l’unica accortezza quando si passeggia è quella di fare attenzione alle biciclette che sfrecciano da ogni dove. Nel 1995 è stata dichiarata Patrimonio mondiale dell’Unesco per le sue bellezze rinascimentali.
Punto di partenza per una visita di Ferrara è sicuramente il castello Estense, uno dei rari esempi di castello con fossato adacquato visitabile ai nostri giorni in Italia. Una volta superati i ponti levatoi e giunti all’interno, sarà possibile godere della bellezza delle sale affrescate, utilizzate per i giochi e il diletto di corte. In alcune sale trovano spazio poi mostre temporanee di rilievo e all’interno del castello Estense si trova anche l’Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica.
La cattedrale di San Giorgio Martire è quella che i ferraresi chiamano Duomo, principale luogo di culto della città. Costruita in marmo bianco, porta in sé i segni di tutte le epoche storiche attraversate dalla città nel corso dei secoli, sia sulla facciata, sia all’interno. Il suo campanile, opera di Leon Battista Alberti, è rimasto incompiuto. Una bella piazzetta, alla quale si accede passando sotto l’arco posto di fronte alla cattedrale, è dominata dal palazzo Municipale, un tempo chiamato Ducale, che fu residenza degli Estensi fino alla costruzione del vicino Castello; l’ingresso è ornato da un imponente scalone d’onore, opera dell’architetto Pietro Benvenuto degli Ordini, il quale fu il progettista dell’adiacente piazza, ricca oggi di bar e negozi.
Uscendo dal Museo della Cattedrale, dove sono visibili qi visitatori tutti i progetti che si sono susseguiti nel tempo per completarlo, girando a sinistra si prosegue per via San Romano e, a un certo punto, a destra e a sinistra, sarà presente la meravigliosa Via delle Volte, chiamata così per via degli archi e dei passaggi sospesi. Pare un angolo della città in cui il tempo sia sospeso e in cui sia possibile respirare una atmosfera autentica. È lunga circa 2 chilometri di intatto fascino medievale.
Corso Ercole I d’Este è considerato uno dei viali più belli d’Europa, capace di conservare la sua anima autentica perché privo di negozi e attività commerciali. Se ne può ammirare la bellezza dei palazzi, tra cui il Palazzo dei Diamanti, il cui nome deriva dalle 8500 bugne in marmo bianco e rosa a forma di diamante che ne ricoprono le due facciate. Progettato dall’architetto Biagio Rossetti per il fratello di Ercole I d’Este, Sigismondo, è circondato dalla leggenda secondo la quale una delle bugne contenga un autentico diamante nascosto di Ercole I, appartenente alla sua corona. Solo lui e il suo capomastro ne conoscevano l’esatta collocazione. Il Duca, sempre secondo la leggenda, avrebbe fatto tagliare la lingua allo sfortunato capomastro, in modo da rendere il segreto tale per sempre.
Il palazzo dei Diamanti ospita al primo piano la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, mentre al piano terreno vengono allestite esposizioni temporanee.
All’angolo opposto del castello estense è presente un piccolo cortile ovale che vale la pena ammirare con il naso all’insù, in particolare nella fascia della giornata del tramonto. È parte integrante dell’architettura del teatro Comunale ed era stato progettato per facilitare il transito delle carrozze.
Ferrara possiede anche un legame particolare con l’unicorno, elemento ricorrente nell’iconografia estense, un animale puro di cuore che, con il suo corno, bonificò i territori estensi portando pace e benessere; soprattutto Borso d’Estate si identificò con questo animale fantastico. Gli unicorni a Ferrara si possono trovare a Palazzo Schifanoia. Ben due sono presenti al portale d’ingresso, il primo con le fauci digrignate a simboleggiare la vitalità, il secondo a capo chino con il corno immerso nell’acqua.
Entrando nel palazzo incontriamo altri unicorni nello stupendo Salone dei Mesi. Una coppia si unicorni tira il carro del trionfo di Minerva nel Mese di Marzo. Altri unicorni ne incontriamo nella vicina sala della Virtù e sala delle Imprese e, poco prima di uscire dal portone, incontriamo una statua lignea di Borso d’Este con impresso il simbolo dell’unicorno.

Lascia un commento