#storia&viaggi# Oggi a Monreale con la nostra Vivi Vialardi

Il sito in provincia di Palermo posto su un’ altura a dominio della Conca d’oro e della vallata del fiume Oreto, era in origine occupato da un casale arabo, frequentato luogo di caccia dei Normanni, che vi costruirono un palazzo reale da cui trasse il toponimo originale Mons Regalis. Divenne molto
importante quando Guglielmo II vi eresse la Cattedrale con annesso un monastero benedettino.
Il Duomo (o Cattedrale) è il massimo esempio dell’arte architettonica normanna in Sicilia ,eretto nel
1174. Due torrioni quadrangolari delimitano la facciata , nella cui parte superiore c’è un ricco abbellimento preceduto da un portico del 700, sotto il quale si apre il portale maggiore, chiuso da splendide imposte bronzee del 1186 con episodi biblici. Sul fianco sinistro c’è un portico rinascimentale eretto a metà del 1500 , che racchiude un portale con battenti bronzei del 1179; i riquadri hanno figure di santi ed evangelisti. L’esterno della parte absidale è uno degli esempi maggiori dell’architettura arabo – normanna . L’interno è a pianta basicale spartita in tre navate da
colonne antiche, il soffitto in legno e il pavimento ha tarsie marmoree sono arabeggianti. La parte inferiore delle pareti è ornata di marmi , mentre lungo quella superiore corre un ciclo di iscrizioni su fondo oro di spettacolare bellezza e inoltre (per dimensioni) la più vasta d’ Italia risalente alla fine del 1100. Nei riquadri si raffigurano episodi tratti dalla Bibbia e dal Nuovo Testamento,
accompagnato da iscrizioni greche e latine. Splendidi fra tutti gli episodi della Genesi e dominati dal maestoso Cristo Pantocrator culmine ideale di tutto il cielo.
Nel 2015 la Cattedrale è entrata a fare parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Il Chiostro a forma quadrata è cinto da un quadriportico ad archetti sorretti da 228 colonnine a coppie ravvicinate con ricca ornamentazione policroma. Ma maggior rilievo hanno nella storia della
scultura romanica i capitelli scolpiti nelle forme più variate.
Ottima e squisita è la cucina di questa meravigliosa città: il pane di Monreale prodotto con farina di semola di grano duro e sesamo viene cotto ancora nei forni a legna alimentati con i rami degli
alberi da frutta o legno di ulivo; la zucca virmiciddara tipica delle campagne, la cui origine è ancora oggi ignota, ma consumata sia come ripieno sia come decorativa; la susina bianca di Monreale di color giallo chiaro dalla forma allungata; il biscotto a”S” di Monreale: nato nel XIV secolo grazie alle
monache benedettine, viene ancora oggi preparato usando la ricetta originale a forma di Srovesciata caratterizzato da ghirigori di glassa bianca in superficie, fatta con zucchero, acqua e gocce di limone.
Tra i vini che sono tutti DOC possiamo degustare Doc Monreale ( può essere rosso, bianco o rosato) il Grillo, il Moscato di Alessandria, il Ciro’ , il Lamezia e il Melissa.

Vida Vialardi- reporter contg.news

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