Non sono assolutamente un negazionista dell’emergenza climatica. Sono anzi convinto che le nazioni debbano intervenire per invertire una rotta che altrimenti davvero ci potrà portare in non molti anni alla catastrofe climatica.
Detto questo confesso però di avere una grande nostalgia di quando le informazioni meteorologiche erano trattate nei cinque minuti giornalieri che precedevano, quasi scusandosi, i telegiornali Rai.
Chi non ricorda l’appuntamento giornaliero con il colonnello Bernacca, con la sua pacatezza e il suo approcciarsi in modo semplice e diretto ?
Era un epoca bellissima in cui il caldo non era quasi mai un caldo equatoriale ma un caldo estivo.
In cui il freddo non era freddo polare insopportabile ma prevedibile freddo invernale.
In quell’epoca purtroppo lontana, molto ingenua e poco attenta certamente a certi aspetti importanti per il clima, i fenomeni atmosferici erano raccontati ma non spettacolarizzati.
Oggi siamo letteralmente circondati da applicazioni su cellulare, da trasmissioni televisive dedicate, da prima pagine dei giornali tutte tese a catturare “like”, pubblico e lettori.
Mi accorgo di essere anche io ormai una vittima di questo vortice di spettacolarizzazione. Al comparire delle prime nuvole mi affretto a consultare sul mio cellulare radar e previsioni. Controllo in caso di pioggia i millimetri previsti. Verifico la potenza del vento e dei fulmini.
Siamo insomma vittime inconsapevoli di un orgia di informazioni che ci bombardano costantemente e da cui ormai non riusciamo più a sottrarci. Ovviamente il tutto condito da messaggi pubblicitari “ ad hoc”. Creme abbronzanti. Integratori per difenderci dal “ grande caldo”. Improbabili parere medici sull’influenza del sole nella insorgenza di gravi malattie della pelle.
Per non parlare degli immancabili e comici consigli in occasione dell’estate. Bere molto, coprirsi poco, non esporsi troppo al sole. A ben vedere sono gli stessi consigli che mia madre mi dava ad ogni inizio estate. Ma lei non era affatto una star della televisione.
Concludo ricordando una statistica compiuta dagli scienziati inglesi durante la seconda guerra mondiale. Si è notato che le previsioni prodotte dagli addetti ai lavori sono risultate veritiere solo nel 50% dei casi.
Insomma si sarebbe ottenuto lo stesso risultato lanciando in aria la classica monetina.
Ognuno ne tragga le proprio conclusioni.
Roberto Pareschi-reporter cooperator contg.news

