#sport# Ritratti Sportivi di StefanoVilla: RAY ALLEN, L’ELEGANZA DEL MOVIMENTO


Uno dei migliori tiratori di tutti i tempi, con Celtics e Heat ha conquistato due anelli da grande protagonista. Ecco la storia di Walter Ray Allen.

Merced, California. In questo contesto ricco di sole e tavole da surf il 20 luglio 1975 nasce Walter Ray Allen, uno dei migliori cestisti di sempre.
Allen cresce in giro per gli Stati Uniti a seguito del padre, militare, con un passaggio in Inghilterra, patria di mamma Flo, e Germania.
Per un bambino costretto a cambiare spesso città creare amicizie può essere un problema, ma il piccolo Ray ha nel basket la sua ragione di vita e nei campetti mostra tutto il suo talento e trova tanti amici con la sua stessa passione.

Dopo tre stagioni di alto livello alla Hillcrest High School, nel South Carolina, va all’università di Connecticut per affinare la sua tecnica e mette in mostra la sua elegantissima meccanica di tiro (oltre il 40% dall’arco nella sua stagione da rookie).
Sotto la guida di coach Jim Calhoun completa la sua maturazione e nell’estate 1996 si dichiara eleggibile al Draft venendo chiamato alla 5 da Minnesota, ma i T’Wolves lo girano immediatamente ai Milwaukee Bucks in cambio di Stephon Marbury.

Con i Bucks gioca subito in quintetto e cresce stagione dopo stagione dimostrando di non essere soltanto un tiratore mortifero da tre punti, ma una delle guardie più complete dell’intera NBA.
Al terzo anno in maglia Bucks Allen si gioca l’accesso alle finali contro i 76ers di Iverson che riescono a batterli in Gara-7. Sarà questo l’apice della sua avventura in Wisconsin.

Nel frattempo gira “He Got Game”, film di Spike Lee con Denzel Washington e Ray Allen che interpreta l’iconico Jesus Shuttleswort, giovane cestista ribelle che ricostruisce il suo rapporto con il padre finito dietro le sbarre. Una pellicola drammatica che è rimasta nell’immaginario collettivo.

Nel febbraio 2003 viene mandato con una trade a Seattle, ma alcuni problemi fisici gli impediscono di dare il suo contributo con continuità. Almeno fino al 2004/05.
In quella stagione Allen gioca e segna tanto (oltre 22 punti di media) e porta i suoi Supersonics alle semifinali di Conference dove i San Antonio Spurs futuri campioni NBA fermano la loro corsa. Ci sarà tempo della rivincita contro i neroargento…

Sembra tuttavia esserci una maledizione su Ray Allen che non riesce a giocarsi il titolo nei suoi primi undici anni nella lega e deve combattere con i problemi alle caviglie, ma nell’estate 2007 Seattle decide di smantellare il roster e lo manda a Boston in cambio di sei giocatori: è l’inizio dell’era dei Big 3 con Paul Pierce e Kevin Garnett che faranno sognare il TD Garden.

I biancoverdi di coach Doc Rivers chiudono la regular season con un record che supera le 60 vittorie e, dopo un cammino playoff pieno di insidie, torna a vincere il titolo battendo in finale i Los Angeles Lakers. È il coronamento di un sogno per il californiano che finalmente è campione NBA.

Rimane a Boston fino al 2012 restando ai vertici della lega, ma nella sua testa c’è ancora l’anello e decide di passate, da free agent, ai Miami Heat.
La squadra di LeBron James, Dwayne Wade e Chris Bosh ha bisogno di un veterano che porti esperienza e sangue freddo nei momenti decisivi, l’identikit perfetto di Ray Allen che sa ancora essere decisivo nei momenti clutch.

Come nella Gara-6 della finale contro gli Spurs quando Allen tira fuori dal cilindro un capolavoro di balistica e tecnica mai visto prima: Bosh cattura un rimbalzo offensivo e riapre verso Ray che sistema i piedi correndo all’indietro e dall’angolo scaglia la tripla che porta la sfida ai tempi supplementari poi vinti dagli Heat. Ancora oggi quel tiro è considerato uno dei migliori di sempre e porterà al titolo 2013.

Al termine del 2013/14, dopo un’altra finale stavolta persa con San Antonio, termina il percorso cestistico di Ray Allen che a quasi 39 anni appende la canotta al chiodo ricevendo gli onori che riservano solo ai più grandi.

Solamente un fuoriclasse come Steph Curry è riuscito a sorpassare il suo record di triple, ma non ce ne voglia il numero 30 dei Golden State Warriors: giocatori eleganti come Walter Ray Allen non potranno mai essere superati.

Stefano Villa – Reporter cooperator

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