#sport. Ritratti Sportivi di Stefano Villa: JUAN ROMAN RIQUELME, L’ENGANCHE PER ECCELLENZA

‘El Mudo’ è uno di quei fantasisti che hanno sempre giocato con un ritmo differente, più lento rispetto a tutti gli altri. La storia di Juan Roman Riquelme.

Molti in Argentina pensano che lui sia la cosa più simile a Diego Armando Maradona che si sia vista su un campo di calcio, e per certi versi il paragone può anche reggere.
Juan Roman Riquelme ha deliziato per tanti anni i tifosi del Boca Juniors con le sue giocate di fantasia e classe, l’estro al potere.

Muove i primi passi nelle fila dell’Argentinos Juniors, squadra che tornerà più avanti nella storia, ma è il Boca la squadra dove Juan Roman vuole giocare, il club per cui fa il tifo tutta la sua famiglia e che ha reso grande Maradona.
Nel 1995 arriva alla Bombonera per cominciare quella che sarà una grande storia d’amore con il Boca, sette stagioni dove vince tutto dimostrando tutte le sue qualità e dividendo il campo con Maradona, agli ultimi scampoli della sua carriera. Riquelme incanta e decide di mettersi alla prova da questa parte dell’oceano, eppure il suo sbarco nel calcio europeo è stato tutt’altro che indimenticabile.

Nel 2002 il Barcellona decide di puntare su El Ultimo Diez, soprannome che dice molto sulla qualità del giocatore in questione.
Il suo rapporto con Louis Van Gaal è fin da subito difficile e molto spesso conflittuale: dopo un ottimo avvio Riquelme finisce nei bassifondi della panchina blaugrana, intristito e senza quella magia che rende speciale il suo calcio.
Resta in Spagna approdando al Villareal e in tre stagioni con il Sottomarino Giallo mette in mostra la sua grandezza, una stella che torna a splendere raggiante.

Riquelme rapisce il cuore dei sostenitori del Villareal che con il suo talento possono festeggiare un terzo posto in Liga e una semifinale in Champions League.
Non saranno vittorie, ma per un piccolo club che si stava affacciando al grande calcio sono le fondamenta dei futuri successi.
Quando saluta la Spagna e l’Europa l’ultimo gesto di classe lo compie fuori dal campo: Riquelme lascia il bonus del suo contratto ai magazzinieri del club, perché l’eleganza non si insegna.

Torna a casa, al Boca, dove resta per altri sette anni vincendo altri due campionati Apertura e una Copa Libertadores, ma quello che rimane nella mente di tutti è la bellezza del suo calcio giocato a un ritmo diverso, più lento della media, con la capacità di disegnare traiettorie proibite ai più.

Prima di dire addio al calcio giocato Riquelme decide di tornare dove tutto è iniziato all’Argentinos Juniors.
La squadra sta vivendo un momento difficile dopo la retrocessione e grazie ai suoi ultimi lampi di classe sopraffina torna nella massima serie.

Con quest’ultima grande impresa si può ritirare senza rimpianti, se non un rapporto non sempre idilliaco con la nazionale Albiceleste che ha compromesso in molte occasioni le sue prestazioni.

Tuttavia la sua ultima recita è arrivata lo scorso 22 giugno quando alla Bombonera è andata in scena la sua partita di addio al calcio a oltre nove anni dal suo effettivo ritiro. Uno spettacolo straordinario per un giocatore unico.

Juan Roman Riquelme è stato l’ultimo fantasista del calcio mondiale nell’accezione più romantica del termine, e questo per chi ama il calcio vale più di qualsiasi trofeo conquistato.

Stefano Villa – reporter cooperator

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