IL BOOMER ROBERTO PARESCHI RICORDA … LE DOMENICHE SENZA AUTO

Qualcuno tra di voi ricorda per caso cosa erano le domeniche senza auto ?
Si trattava di una necessità legata alla crisi petrolifera diventata ad
un certo punto una interessante opportunità e incredibilmente un
motivo di svago.
Eravamo nel 1973 e quell’evento assolutamente inaspettato fu
accettato da giovani e meno giovani con una pacata rassegnazione e con la considerazione che “ non si poteva fare altrimenti”.
Le nazioni arabe avevano ridotto la produzione di petrolio e dunque era assolutamente necessario per l’occidente ridurre di conseguenza i consumi.
E così fu.
Abitavo a Torino. Ricordo corso Vittorio Emanuele pieno di gente
incredibilmente allegra che si divertiva a camminare nel centro della
strada, sentendosi per la prima volta padrona della città. Ricordo il
silenzio irreale del centro rotto solamente dal vociare di gruppi di
passanti eccitati dalla novità. Ricordo anche gli assalti ai treni, stipati fino all’inverosimile di uomini, donne e bambini.
Fu una prova difficile che, come ho detto, fu accettata con una certa
rassegnazione o addirittura, in certa casi, quasi con divertimento.
In fondo si trattava di una novità che avremmo ricordato per anni e
che per la prima volta ci faceva davvero sentire liberi.
Cosa accadrebbe se questo divieto di utilizzare le auto fosse stato
emanato ai giorni nostri ?
Intanto le diverse associazioni di consumatori, con in testa il Codacons, avrebbero fatto ricorso ad ogni grado di giudizio per ottenere l’annullamento del provvedimento. Ogni categoria professionale avrebbe trovato buone ragioni per opporsi a quel provvedimento in nome della libertà di movimento, di parola e di
espressione. Ci sarebbero svolte manifestazioni politiche contro e
pro le nazioni arabe. Qualche politico, citando a casaccio il terrorismo arabo o il pericolo islamico senza sapere bene di cosa stesse parlando, l’avrebbe buttata in caciara per guadagnare qualche voto. E qualcuno come al solito lo avrebbe seguito,convinto di dover salvare la patria. Infine i soliti complottisti
avrebbero detto che si trattava di una falsa emergenza voluta dai poteri forti per soggiogare la popolazione mondiale.
Nulla, ma proprio nulla, sarebbe stato semplice.
Ma come ben sappiamo, nell’era della semplificazione, dove ormai è d’uso offrire soluzioni banali a problemi complessi, nulla è davvero semplice. Neppure essere felici.

Roberto Pareschi-reporter cooperator

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