A 36 anni La Pulce continua a regalare perle di calcio. A Qatar 2022 la sua rincorsa all’Olimpo si è conclusa in maniera gloriosa.
La vita di Lionel Andres Messi sembra un film di Woody Allen, una storia intricata con moltissimi alti e bassi che, attraversando peripezie e sfide di ogni genere, raggiunge il lieto fine.
Il 24 giugno 1987, nel pieno dell’inverno argentino, all’ospedale Giuseppe Garibaldi di Rosario nasce il terzo figlio di Jorge Messi e Celia Cuccittini a cui viene dato il nome di Lionel Andres.
I Messi sono sbarcati in Argentina alla fine del diciannovesimo secolo direttamente da Recanati, ancora non lo sanno ma quel bimbo che fatica a crescere diventerà uno dei più incredibili artisti del calcio di ogni epoca.
Il piccolo Leo non cresce ma inizia a mettere in mostra un sinistro pittorico che incuriosisce molti osservatori.
Nel 1994 entra nella cantera del Newell’s Old Boys e gli allenatori che hanno la possibilità di vederlo all’opera si rendono conto che questo ragazzo è un qualcosa che passa una volta ogni cento anni.
Segna a ripetizione e attira su di sé le attenzioni del Barcellona. I Blaugrana sono preoccupati della sua fragilità fisica, ma decidono di correre il rischio tanto da fargli firmare il primo contatto su un tovagliolo di carta.
E così a 13 anni Leo arriva in Spagna dove viene sottoposto alle cure dello staff medico del club iberico che danno esito positivo.
Nel 2004 il debutto in prima squadra, al fianco di fuoriclasse come Samuel Eto’o e Ronaldinho.
Il Marziano è atterrato al Camp Nou e per quindici anni sarà il centro di gravità permanente di una delle squadre più forti della storia vincendo dieci volte la Liga, sei Coppe di Spagna, sette Supercoppe di Spagna, quattro Champions League, tre Supercoppe Europee e tre Mondiali per Club segnando a ripetizione meritandosi sette Palloni d’Oro e sei Scarpe d’Oro. Statistiche senza senso.
Ma si sa, anche le storie d’amore più belle possono finire e così nell’estate del 2021 Messi si trasferisce al PSG, un nuovo inizio nel club dell’emiro qatariota Al-Khelaifi.
A livello personale gli serve una stagione di adattamento nella quale, al fianco dell’ex compagno in Blaugrana Neymar e del fenomeno francese Mbappe, vince comunque la Ligue 1.
Nel secondo anno a Parigi la squadra cambia allenatore e con Galtier Leo torna a essere un punto di riferimento in zona gol.
Dopo il biennio francese è ora tempo di una nuova sfida all’Inter Miami, un nuovo capitolo di una storia straordinaria che ha cambiato per sempre il calcio.
Con l’Argentina Messi ha sempre patito il confronto con Diego Armando Maradona e i risultati che non arrivavano con l’Albiceleste, dubbi e incertezze che si sono sciolte come neve al sole nel corso dei Mondiali 2022 in Qatar dove è proprio il fuoriclasse di Rosario a guidare la Nazionale alla conquista del terzo titolo Mondiale. Il suo posto al tavolo degli Dei è conquistato.
C’è chi lo considera il più grande di sempre o comunque della sua epoca, altri gli preferiscono CR7, ma quel che è certo è che tutti noi siamo fortunati a vivere nello stesso periodo in cui Leo Messi ha regalato perle calcistiche a ripetizione, e tanto basta per esserne grati.
Stefano Villa – reporter cooperator
