#l’opinione di Marco Lamantia

Come parlare dei non problemi
È notizia di queste ore come il Governo, tramite il ministro della Giustizia Carlo Nordio, stia ponendo in essere una riforma con l’obiettivo di cancellare l’abuso d’ufficio. L’abuso d’ufficio è presente nel Codice penale sin dal 1930 e in questi anni ha cambiato più volte fisionomia. Secondo il Governo la cancellazione dell’abuso d’ufficio permetterebbe ai sindaci e funzionari di essere liberi dalla c.d.”paura della firma” ovvero il timore di essere indagati con conseguente rallentamento dell’economia frenata dai terribili magistrati sempre pronti a iscrivere nel registro degli indagati il funzionario che si assume la responsabilità di costruire nuove opere pubbliche o procedere a nuove assunzioni.
Si tratta di un falso pompato dai media in quanto l’abuso d’ufficio ad oggi è stato di fatto abolito nel 2020 quando il Governo Conte, sbagliando, permise ai pubblici ufficiali di violare impunemente i regolamenti della PA, relegando l’abuso d’ufficio a “violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalintenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto”. Considerate che la PA funziona quasi sempre grazie a regolamenti frutto di complessi procedimenti di delegificazione, regolamenti la cui violazione non comporta l’art. 323 c.p.
Insomma il pubblico funzionario che vuole commettere abuso d’ufficio, a seguito della riforma del 2020, dovrebbe veramente impegnarsi per vedersi contestata tale fattispecie penale.
Insomma questa riforma crea impunità, non porta a nulla e serve solo per distrarre l’opinione pubblica dagli insuccessi di questo governo. Esempio l’immigrazione



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