Ritratti Sportivi: ROBERTO DURÁN, LA MANO DI PIETRA

Il pugile di Panamá ha segnato un’epoca irripetibile nella storia del pugilato. Ecco la storia delle ‘Manos de Piedra’.

I pugili hanno da sempre un fascino particolare per tanti motivi, ma alcuni di loro riescono a essere magnetici in maniera particolare.
Uno di loro è Roberto Durán Samaniego, nato il 16 giugno 1951 a Panamá nel barrio di ‘El Chorrillo’, un posto da evitare dove la principale attività rimane ancora oggi il narcotraffico.

In questo contesto non è facile crescere e fin da bambini bisogna difendersi con la guardia alta per evitare problemi di ogni genere.
Roberto abita in un palazzo fatiscente che viene ribattezzato dagli abitanti del barrio la ‘Casa de Piedras’ e fin da piccolo si adatta a qualsiasi tipo di lavoro per aiutare economicamente la famiglia. Consegna giornali, vende frutta, pulisce scarpe, tutto per pochi spiccioli che orgogliosamente porta a casa.

Ma per Roberto questo non basta. La boxe è la naturale conseguenza per un giovane che cresce con la fame di chi vuole emergere partendo sfavorito. A soli 16 anni diventa professionista mettendo in mostra ferocia e aggressività, come se combattesse in una rissa da strada con in gioco la sua stessa esistenza.

La sua vita nel ring è costellata da tanti successi in ben quattro categorie diverse: leggeri, welter, superwelter e medi.
Ogni vittoria veniva festeggiata nel migliore dei modi, normale per chi durante l’infanzia non ha avuto nulla, molto spesso in maniera eccessiva con evidenti ripercussioni sulla sua condizione fisica.

Come abbiamo visto ha vinto tantissimo nel corso della sua carriera, ma paradossalmente viene ricordato maggiormente per l’incontro del 25 novembre 1980 contro Sugar Ray Leonard, la battaglia rimasta nella storia per ciò che accadde nel corso dell’ottavo round quando, secondo molti ma non per lui, Durán pronunciò la celebre frase “No Mas” (ora basta) decretando la vittoria dell’avversario che riconquistò il titolo WBC perso pochi mesi prima nel primo di tre match che li vide opposti.
Per la ‘bella’ bisognerà attendere nove anni con Leonard che vincerà anche in questo caso.

Lui, Leonard, Marvin Hagler e Thomas Hearns hanno scandito gli anni ottanta del pugilato, un’epoca d’oro che sta in mezzo al dominio di Muhammad Ali e Mike Tyson e che ha permesso alla disciplina di fiorire in tutto il mondo.
In un’intervista di pochi anni fa Sugar Ray Leonard ha raccontato che i colpi inferti da Durán sono paragonabili a un mattone che ti viene lanciato addosso tanto erano duri e difficili da incassare.

Una curiosità per chiudere la sua storia: Roberto Durán ha partecipato alla saga cinematografica più celebre dedicata al pugilato.
È infatti lui lo sparring partner di Rocky Balboa durante gli allenamenti che precedono la rivincita con Apollo Creed in “Rocky II”. Per Silvester Stallone meno male che era solo un film…

Stefano Villa – reporter cooperator

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