Ritratti Sportivi di Stefano Villa: DIXIE DEAN, ERLING HAALAND NOVANT’ANNI FA


Il centravanti del City ha appena concluso una stagione incredibile che ha riportato alla mente le gesta di Dixie Dean. Il Ritratto Sportivo del goleador di Birkenhead.

È appena terminata una stagione da record per Erling Haaland, centravanti del Manchester City che ha realizzato oltre 50 reti in tutte le competizioni nel suo primo anno in Inghilterra vincendo Premier League, FA Cup e Champions League. Numeri impressionanti che non si vedevano da quasi 100 anni.
Già, perché un goleador che ha tenuto queste medie roboanti c’è già stato: William Ralph Dean, per tutti Dixie, un corazziere impossibile da fermare, esattamente come Haaland, in un calcio ben diverso da quello di oggi.

Nato a Birkenhead il 21 gennaio 1906, Dixie, soprannome che lui non amava, iniziò a lavorare nel 1920 nella compagnia ferroviaria Wirral insieme a suo padre.
Un passaggio fondamentale per il suo futuro, visto che inizierà a giocare e a segnare per la squadra delle ferrovie.
Siamo in un periodo storico molto diverso da quello attuale, non c’è YouTube a farci vedere le imprese di questo toro dell’area di rigore, ma il suo nome gira e nel 1923 il Tranmere lo ingaggia garantendogli il passaggio tra i professionisti.

Gli inizi non furono semplici, tanto che nel 1924 la sua carriera sembra già essere conclusa durante una sfida con l’Altrincham. Segna due reti, ma il suo marcatore gli diede un calcio nelle parti intime che gli fece perdere un testicolo.
Dean però non aveva nessuna intenzione di mollare e tornò subito in camoi, guadagnandosi le attenzioni dell’Everton che ufficializza il suo arrivo il 16 marzo 1925 per la cifra astronomica di 3000 sterline: sarà un investimento vincente.

In dodici anni con la maglia della squadra di Liverpool segnerà 349 reti in 399 partite, un ciclone che si abbatte su qualsiasi avversario e che lo porterà, nel 1928, a segnare 60 reti in una sola stagione (oltre a 3 in FA Cup).
Vince due titoli, una Coppa d’Inghilterra e due Charity Shield, nonostante nel giugno 1926 il destino lo mette di fronte a un episodio drammatico: ha un incidente con la sua moto e le sue condizioni sono molto critiche.
Il suo fisico è granitico e soli quattro mesi dopo è di nuovo in campo una volta guarito da fratture alla mascella e al cranio. Impressionante.

Chiude a 35 anni dopo aver indossato le maglie di Notts County e Sligo Rovers in Irlanda. Con la nazionale inglese realizza 18 reti in 16 presenze, oltre ogni logica.
Muore nel 1980 sugli spalti nel corso di Everton-Liverpool, addio più romantico non poteva esserci.

Fuori da Goodison Park c’è una statua che commemora la sua vita calcistica, un doveroso riconoscimento per un uomo che ha scritto con una penna probabilmente indelebile il grande libro dei record.

Stefano Villa – reporter cooperator

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