L’opinione sportiva di Stefano Villa: IL NAPOLI É LA RIPROVA CHE SI PUÓ ANCORA FARE BEL CALCIO IN ITALIA

Il Napoli di Luciano Spalletti è il vero dominatore di una stagione che ha visto molte squadre deludere.

Si è appena concluso uno dei campionati più particolari (mai era successo in passato di avere una pausa di un mese e mezzo in corsa per via del Campionato Mondiale) e meno in bilico degli ultimi vent’anni.

Il Napoli di Luciano Spalletti ha guidato la classifica dalla prima all’ultima giornata mettendo in bacheca con merito il terzo titolo della sua storia grazie a una solidità e una continuità di risultati veramente spaventosa che gli ha permesso di festeggiare il titolo con cinque giornate d’anticipo.
Guidata dalle reti di Osimhen e dalle giocate di un indiavolato Kvaratskhelia, la formazione partenopea non ha avuto nessun problema dimostrando che anche in Italia si può giocare a ritmi elevati e con grande qualità.
Doti che gli hanno permesso di fare strada anche in Europa arrivando ai quarti di finale di Champions League dove il duello italiano con il Milan li ha visti uscire sconfitti.

Dietro i campani, però, non sono mancate le delusioni.
Partiamo proprio dai campioni uscenti del Milan che hanno pagato un cammino estremamente discontinuo, con il mese di gennaio come momento di vero abisso con le sconfitte roboanti contro Lazio e Sassuolo che hanno fatto perdere il passo che conta agli uomini di Pioli. Il quarto posto raggiunto nel finale di stagione salva la stagione dei rossoneri.
Passiamo ora all’altra parte di Milano parlando di Inter. I nerazzurri di Simone Inzaghi hanno messo in evidenza una fragilità inusuale che ha portato nella prima fase del campionato a perdere diversi scontri diretti (Juventus, Milan, Roma, Lazio) per poi vivere nella seconda fase della stagione un momento di estrema difficoltà con le “piccole” che ha compromesso di fatto il percorso in campionato di Lukaku e compagni.
Le vittorie in Supercoppa Italiana e in Coppa Italia hanno dato un senso a questa stagione nerazzurra, in attesa della finale di Champions League contro il Manchester City che vede il team di Guardiola ampiamente favorito.

Analizziamo ora la stagione delle formazioni romane. Lazio e Roma hanno vissuto una stagione di buon livello, ottenendo risultati di rilievo che hanno consentito agli uomini di Sarri e a quelli di Mourinho di rimanere nelle posizioni valide per la zona Champions League.
I biancocelesti di Sarri tornano a disputare la massima competizione europea dopo diverse stagioni, la Roma si è arresa solo ai rigori in finale di Europa League raggiungendo comunque uno status internazionale ben definito.
Un cammino quasi parallelo per le due formazioni della capitale che hanno gettato le basi per un futuro certamente roseo.

Un discorso a parte per la Juventus. La formazione di Massimiliano Allegri ha dovuto competere con la penalizzazione di 15 punti comminata per il caso plusvalenze, poi tolta e successivamente ridefinita in 10 punti, ma dopo un iniziale periodo di appannamento (che ha portato anche all’eliminazione dalla Champions League ai gironi) i bianconeri hanno ripreso a correre in Serie A rientrando in lotta per le postazioni europee, prima del nuovo stop deciso dalla giustizia sportiva che ha portato Di Maria e compagni fuori dalla prossima Champions League, in attesa di capire se l’UEFA permetterà ai bianconeri di partecipare alle competizioni europee.
Su come è stata gestita tutta la questione plusvalenze e contratti stendiamo un velo pietoso, una pena che definire lieve rispetto ai capi di imputazione è riduttivo: si è così creato un precedente molto pericoloso che rischia di avere molti “seguaci” in futuro.
Può bastare una multa di 700mila euro e 10 punti di penalità a giustificare quanto fatto negli ultimi bilanci dalla squadra torinese? La risposta datela voi…

L’Atalanta è stata una squadra dai due volti: i bergamaschi di Gasperini hanno continuato a sfornare talenti di prima fascia (le scoperte Lookman e Hojlund, la crescita definitiva di Scalvini) ma è mancato uno step di qualità per poter continuare a lottare per la Champions League, centrando comunque l’Europa League.
Arrivati a questo punto è probabile che un cambio di guida tecnica possa fare bene alla formazione orobica, pur non modificando nella sua interezza la politica che ha portato grandi risultati nelle ultime stagioni.

Nella zona intermedia della classifica una nota di merito per il Monza. La compagine brianzola, al suo debutto nella massima serie, ha iniziato come peggio non poteva il suo campionato. Il cambio di guida tecnica tra Stroppa e Palladino ha però portato gli effetti sperati, consentendo al Monza di recuperare posizioni in classifica mietendo anche vittime importanti, su tutte la Juventus, sconfitta in entrambi in match.
Sarà interessante vedere la prossima stagione del club guidato da Silvio Berlusconi, per capire se il Monza potrà avere velleità europee.

Anche il Torino di Ivan Juric ha disputato una buona stagione, sempre a ridosso della zona europea. I granata hanno messo in mostra un calcio molto divertente che non si vedeva a queste latitudini da diverse stagioni e che ha ridato lustro a una tifoseria che da tanti anni sogna di tornare ai vertici del calcio italiano.
Discorso molto simile per il Bologna di Thiago Motta che ha completato al meglio il lavoro iniziato dal compianto Sinisa Mihajlovic.

La zona retrocessione ha visto presenze fisse come Cremonese e Sampdoria che, per motivi diversi, hanno avuto un destino segnato fin dalle prime giornate.
I grigiorossi hanno dimostrato di non avere a disposizione una rosa adatta alla Serie A e, nonostante il cambio di guida tecnica, la situazione non è migliorata. Per i blucerchiati le questioni societarie hanno giocato un ruolo decisivo in negativo. Nemmeno l’arrivo in panchina di un lottatore come Dejan Stankovic ha portato i liguri a conquistare la salvezza, la Serie A perde una piazza storica che ora deve combattere una battaglia molto più importante fuori dal campo, quella della sopravvivenza.
Spezia e Hellas Verona si giocheranno nel prossimo fine settimana l’ultimo posto disponibile per la prossima Serie A in uno spareggio non adatto ai deboli di cuore.

Un campionato che non ha regalato duelli entusiasmanti ai vertici per merito di una squadra che ha dominato dall’inizio alla fine, ma che ha saputo emozionare nelle altre zone della classifica. Un buon viatico per il futuro.

Stefano Villa-reporter cooperator


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