Ritratti Sportivi di Stefano Villa: RAFA NADAL, IL TENNIS NEL DESTINO

Il mancino più forte ad aver mai messo piede su un campo da tennis: Rafa Nadal ha riscritto i canoni di questa disciplina.

Quando possiedi un talento straordinario e impugni la racchetta a soli 5 anni lavorando con assoluta dedizione e passione, i risultati sono destinati ad arrivare: Rafael Nadal Parera aveva il tennis nel destino.

Nato a Manacor, Mallorca (Spagna) il 3 giugno 1986, Rafa Nadal cresce in una famiglia agiata.
Papà Sebastien è proprietario di un ristorante e insieme a mamma Ana Maria è molto presente nella vita di Rafa e della sorella Maria Isabel.
Fin da piccolissimo decide di praticare lo sport che l’ha reso celebre sotto l’occhio attento dello zio Toni.

Agli inizi degli anni ’90 il giovanissimo spagnolo mette in mostra un carattere timido fuori dal campo, ma si trasforma in una macchina da guerra addestrata per vincere quando varca i limiti del campo da tennis.
Doti fisiche e tecniche naturali che, unite a una grande etica del lavoro, gli permettono di diventare il più giovane tennista di sempre a entrare nei top 100 della classifica ATP sottraendo questo record a Roger Federer, amico-rivale che segnerà tutta la sua carriera e che l’ha voluto al suo fianco nel giorno del ritiro.
Un turbinio di emozioni difficili da gestire anche per un cyborg come lo spagnolo.

Parlavamo di macchina da tennis, una definizione che può essere letta in vari modi e che sottolinea una tenuta mentale ai limiti del fantascientifico, specialmente nei momenti di massima pressione quando solamente i campioni riescono a uscire vincenti.
Sono innumerevoli le partite che Nadal è riuscito a ribaltare da una situazione in cui sembrava spalle al muro grazie a una tenacia e una capacità di gestire le energie fisiche e mentali sensazionale.

Parlare del suo palmares appare quasi riduttivo e offensivo della grandezza dell’uomo e dell’atleta.
Quattro US Open, due Wimbledon, due Australian Open, cinque edizioni della Coppa Davis e un numero infinito di tornei ATP. Un discorso a parte lo merita il suo score al Roland Garros, il torneo francese che è diventato il suo giardino personale con quattordici affermazioni totali. Semplicemente senza senso.

Nel giorno del suo trentasettesimo compleanno sappiamo che il 2024 sarà l’ultimo anno di una carriera leggendaria.
Per chi ama questa disciplina si sta per chiudere un’altra pagina di storia irripetibile che abbiamo avuto il privilegio di vivere.

Stefano Villa – contg.news reporter cooperator

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