I dati biografici su San Clemente Alessandrino sono piuttosto scarsi, in particolare quelli sulla prima parte della vita. Egli nacque da genitori pagani, ma non sappiamo luogo e data della sua nascita: sembrerebbe che sia nato ad Atene intorno al 150. Pare inoltre che si sia convertito al Cristianesimo in età adulta. San Clemente verso il 180 nella scuola di teologia di Alessandria d’Egitto conobbe il filosofo Panteno, che era il direttore della scuola; con gli insegnamenti di Panteno, Clemente “trovò la pace”. Una decina di anni più tardi, intorno al 190, San Clemente divenne addirittura il successore di Panteno nella direzione della scuola. Ma, com’è noto, in quell’epoca i cristiani erano perseguitati dal potere imperiale romano; infatti nel 202 Settimio Severo scatenò una persecuzione anticristiana in Egitto ed essa colpì in maniera particolarmente dura i catecumeni e le scuole da essi frequentate. Clemente si vide, quindi, costretto a fuggire e si stabilì a Cesarea di Cappadocia, dove fu ospite del vescovo Alessandro, che non solo era suo amico, ma era anche stato suo allievo. Ma la persecuzione non risparmiava neppure Cesarea, tanto che Alessandro fu imprigionato a causa della sua fede in Cristo. Allora San Clemente si prese cura della diocesi al suo posto, ne fortificò i fedeli e riuscì addirittura a ottenere nuove conversioni. Nella fase finale della sua vita, Clemente prese parte alla “questione quartodecimana”, cioè alla controversia sulla data della Pasqua. Clemente morì in Cappadocia, verso il 215. San Clemente è venerato dai Cattolici e dagli Ortodossi; la Chiesa Cattolica ne ha fissato la ricorrenza il 4 dicembre.
Le principali opere di San Clemente Alessandrino sono:
1) Il Protrettico o Esortazione ai Greci: si tratta di un persuasivo appello alla Fede, scritto in un tono molto alto. Fu composto in risposta a coloro che predicavano quanto fosse sbagliato abbandonare l’antico culto;
2) Le Disposizioni: si tratta di un’opera suddivisa in otto libri, purtroppo in gran parte perduti;
3) La Miscellanea: anch’essa divisa in otto libri, è una serie di appunti su svariati argomenti;
4) Il Pedagogo: un trattato pratico ripartito in tre libri. Il suo intento era quello di addestrare il cristiano a una vita disciplinata per diventare un cristiano istruito.
Clemente interpretava la Sacra Scrittura secondo la modalità proposta da Filone di Alessandria, il quale era pronto a scovare allegorie dappertutto. Ma in questo modo gli episodi narrati nell’Antico Testamento diventavano puramente simbolici. Tuttavia San Clemente non si permise una libertà così ampia col Nuovo Testamento. Un’altra caratteristica di Clemente è la massiccia utilizzazione della filosofia greca (soprattutto nelle tendenze platonico-stoiche dell’età ellenistica) nell’elaborazione di una “gnosi cristiana”. Il nostro era propugnatore di una filosofia e di una gnosi cristiana che conciliassero scienza e fede, la tradizione del pensiero greco e i dati della rivelazione cristiana.
Tutto sommato San Clemente Alessandrino ha avuto un discreto successo, sia nella tarda antichità, sia ai nostri giorni. Infatti San Girolamo ne ammirava la cultura e papa Benedetto XVI fece di Clemente l’oggetto della catechesi di mercoledì 18 aprile 2007.
Michel Camillo-reporter cooperator contg.news
