#storia&viaggi. Volterra è la città delle streghe e dei misteri

di Mara Martellotta

Non sarebbe esagerato affermare che nella cittadina toscana di Volterra, in provincia di Pisa, a Sud Ovest di
Firenze, si svolga un Halloween lungo tutto l’anno. Il legame volterrano nasce con la cultura misterica
etrusca e con un sanguinoso passato medievale, che hanno contribuito a alimentare la sua dimensione
esoterica.
A Volterra pare sia vissuta la prima strega di cui si abbia memoria storica, Aradia, figlia della dea Diana,
inviata sulla terra dalla madre per insegnare agli esseri umani che in quel periodo pativano povertà,
malattie e carenti, le arti magiche. Una nuova Aradia venne alla luce a Volterra il 13 agosto 1313; la Chiesa
la condannò e la imprigionò, ma il giorno dell’esecuzione la sua cella fu trovata vuota.
La leggenda narra che le streghe di Volterra fossero le più potenti d’Italia e che si riunissero ogni sabato nei
pressi del masso della Mandringa, un sasso con una crepa, sotto al quale scorrevano le limpide acque di una
fonte e che, secondo la leggenda, veniva usato per riti satanici.
Quella fonte, animata da donne e bambini di giorno, si trasformava in un luogo spettrale di notte, ma
assolutamente incantevole , tanto che Gabriele d’Annunzio fu affascinato da queste storie e scrisse del
masso della Mandringa.
Si respira a Volterra la leggenda, l’occulto sin nei vicoli più nascosti, ma questa è anche testimoniata da una
curiosa toponomastica. Troviamo dei riferimenti espliciti come il vicolo delle streghe, il chiasso delle zingare,
vicolo degli abbandonati o vicolo castrato.
Non mancano nomi a Volterra che ricordino luoghi di detenzione o di morte, come vicolo o via delle
Prigioni, strada vicinale Podere smorto, via dei Laberinti, piazzetta degli Abelli.
Recentemente ha fatto notizia la presenza di un fantasma nei vecchi corridoi del Seminario di Sant’Andrea.
Si parla in città da anni di un’oscura presenza, un cardinale, che si aggirerebbe nei corridoi e nelle stanze
dell’albergo che un tempo era il seminario vescovile. Sarebbe stato visto seduto lo spettro dell’alto prelato,
assorto o in stato contemplativo, su un’antica poltrona di una camera. La notte di Halloween è una notte
speciale per chi si trovi a Volterra, per incontrare atmosfere medievali e mistero, ma anche prodotti scelti
con cura e i migliori vini della Toscana.
Volterra è un borgo collinare che ha un suo proprio incantevole fascino, già percepibile percorrendo le
mura, di origini etrusche, la cui costruzione si è protratta fino al Medio Evo. Anche se Volterra rimane meno
conosciuta della vicina San Gimignano, è perfetta da visitare durante tutto l’anno, ma soprattutto nei mesi
estivi. Un festival medievale si tiene ogni anno a Volterra. È facile innamorarsi delle sue strette stradine e
della piazza centrale, presieduta dalla bellezza del trecentesco palazzo dei Priori e del palazzo Pretorio.
Palazzo dei Priori è il più antico municipio di tutta la Toscana. La torre fu distrutta durante un terremoto e
ricostruita nel XIX secolo. Edificato da maestro Riccardo nel 1239 come recita l’iscrizione vicino al portale
d’ingresso, presenta la forma di un parallelepipedo e la facciata è percorsa da tre file di bifore tra i
portafiaccole e i portastendardi, tra i quali è inserita l’unità di misura del Comune, la canna volterrana,
informata dagli stemmi inghirlandati dei magistrati fiorentini del XV XVI secolo, realizzati dai Della Robbia. È
possibile visitare la sala del Consiglio e della giunta.
La Torre del palazzo Pretorio è nota come Torre del Porcellino per la caratteristica forma di pietra che si
trova sulla sua sommità. Il palazzo Pretorio è formato da più corpi di fabbrica e ridotto allo stato attuale nel Novecento; fu sede dei Podestà e dei Capitani del Popolo. La torre è concordemente ritenuta una delle più
antiche della città.
Anche il Duomo merita una visita. Risalente al 1120 è stato massicciamente modificato in epoca
rinascimentale, dopo il Concilio di Trento, il che spiega il mix di architettura romanica (la facciata) e
rinascimentale, in cui il soffitto risulta abbondantemente decorato, con diverse cappelle affrescate.
La cattedrale ospita molte opere d’arte di diversi artisti quali Andrea della Robbia, Mino da Fiesole e
Benozzo Gozzoli, autore di uno stupendo affresco datato 1479.
Merita una visita anche il Battistero, la cui costruzione risale al Duecento, con facciata decorata in marmo
bianco e verde scuro. La fonte battesimale in marmo è stata scolpita dal Sansovino nel 1502.
La porta più celebre di Volterra rimane Porta all’Arco, l’unica rimasta così intatta e che vanta dettagli
risalenti al quinto secolo, come le decorazioni a tre teste.
Nel parco vicino alla fortezza medicea emerge l’acropoli etrusca, che racchiude edifici di diverse epoche, da
quella etrusca a quella romana e medievale, una serie di edifici tutti realizzati a scopo religioso.
Pare controllare Volterra e la campagna circostante la enorme Fortezza Medicea, un edificio visibile da chilometri di distanza e che caratterizza il profilo della collina sotto la quale si sviluppa Volterra. Costituita di due parti, una è la vecchia rocca, costruita dal Duca di Atene Gualtieri VI di Brienne, la seconda è la Fortezza Nuova, voluta da Lorenzo Il Magnifico nel 1475.

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