Le ambizioni (rimaste tali) di dominare in un nuovo paese, il contratto milionario, il paragone con l’approdo di Pelé ai Cosmos: ma Cristiano Ronaldo all’Al-Nassr è qualcosa che funziona davvero?
Lo scorso 30 dicembre è stata ufficializzata un’operazione di mercato epocale: l’approdo all’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo.
Dopo il licenziamento dal Manchester United e un Mondiale sotto tono il fuoriclasse di Madeira ha deciso di accettare la corte milionaria del club arabo, uscendo di fatto dal calcio che conta preferendo restare il giocatore di punta in un campionato di nicchia piuttosto che fare un passo indietro rimanendo in Europa.
Scelta che ha trovato molti pareri favorevoli e altrettanti contrari.
Dal punto di vista tecnico e realizzativo il suo sbarco in Arabia Saudita è stato di grande rilevanza (anche se c’erano pochi dubbi in merito), meno dal punto di vista dei risultati.
Oggi però valutiamo il valore sociale e pubblicitario di questa operazione: CR7-Al Nassr è stato un successo oppure no?
L’ormai ex tecnico degli arabi Rudi Garcia (esonerato proprio per presunti attriti con l’ex Real Madrid secondo i ben informati) al suo arrivo aveva dichiarato: “È fantastico. Il massimo per noi, per l’Al-Nassr. Il massimo per l’Arabia Saudita. Cristiano Ronaldo è più di un giocatore: è uno dei migliori al mondo. Per lo sviluppo dell’Arabia Saudita e del Medio Oriente è molto, molto importante.
Se posso fare un paragone per Cristiano penso che sia un po’ come l’arrivo di Pelé ai Cosmos di New York, soprattutto per lo sviluppo del calcio, dello sport e della cultura che porterà in Arabia Saudita. È pazzesco come abbia messo sotto i riflettori il nostro club”.
Il paragone con l’approdo del compianto O’Rey negli States può calzare, quanto meno nell’impatto avuto dal punto di vista mediatico. Basti pensare alla crescita della pagina Instagram del club, passata da 800mila a oltre 11 milioni di follower in sole due settimane (fino ai quasi 15 milioni attuali).
Questo è solo uno dei tanti indicatori che dimostrano l’aumento di interesse intorno al club arabo che ha portato in un paese che vuole crescere in ottica calcistica il catalizzatore perfetto per raggiungere questo scopo.
Probabilmente non è stata la miglior scelta tecnica che aveva a disposizione il portoghese, probabilmente sarebbe stato meglio restare nel calcio che conta con un ruolo leggermente più “piccolo” dei quello a cui è sempre stato abituato, ma Cristiano Ronaldo in Arabia Saudita rimane un’operazione positiva e di grande impatto mediatico.
E non è da escludere che per CR7 le sirene del grande calcio europeo tornino a suonare per un ultimo grande giro di giostra nei prossimi mesi, anche se dovrà adattarsi a un ruolo necessariamente meno importante: la carta d’identità è l’unico avversario che nessuno è mai riuscito a sconfiggere.
Stefano Villa-reporter cooperator contg.news
L’opinione sportiva di StefanoVilla: CR7-AL NASSR È UN MATRIMONIO CHE FUNZIONA?
