Ed infine si arrivò al gran giorno del “redde rationem”.
La Juventus e la FIGC, dopo essersi fatti la guerra per mesi, giungono ad un accordo definitivo.
La società bianconera torinese patteggia la pena per quanto riguarda il filone stipendi, e non avrà altri punti di penalizzazione, oltre ai 10 già comminateli dalla Procura Federale per la vicenda delle plusvalenze.
Una storia contorta, risalente ai tempi del lockdown, con il campionato sospeso a causa della diffusione del virus COVID-19, con i giocatori della Juventus che pubblicamente rinunciarono a tre mensilità del loro stipendio, salvo poi fare accordi privati con la società.
La Juventus, essendo una società quotata in borsa, aveva degli obblighi nei confronti del mercato azionario diversi e superiori rispetto alle altre squadre non quotate.
Ma questo che cos’ha a che fare con la giustizia sportiva?
Non è dato saperlo.
Il prezzo per chiudere i conti con i tribunali sportivi è di 718 mila euro, con la promessa da parte dei bianconeri di non avvalersi di ulteriori ricorsi.
Intanto Andrea Agnelli fa sapere che non intende patteggiare, e il 15 giugno sosterrà l’udienza davanti alla Corte Federale.
Adesso la Juventus può concentrarsi sulla squadra, e ad investire tutte le sue risorse per ingaggiare un nuovo direttore sportivo (Cristiano Giuntoli è sempre in pole position) e un nuovo allenatore, data la posizione sempre più traballante di Massimiliano Allegri, le cui possibilità che rimanga sulla panchina bianconera anche la prossima stagione non sono mai state così basse come ora.
Luca Dal Bon-redazione. PILLOLE SPORTIVE.

