Il Pensiero Domenicale di Andrea Benedetto Ferri ❗️video❗️

Nell’ insegnamento di Gesù di questa Domenica, il sale e la luce sono i due temi con cui confrontarci.

Il sale è il simbolo del sapore, ciò che da gusto,le pietanze senza sale sono “sciocche”, insipide.
Il sale nell’antichità serviva anche per conservare gli alimenti, nel lago di Galilea era facile pensare al pesce sotto sale per conservarlo.

“ Voi siete il sale della terra” dice Gesù ai suoi discepoli, è un invito a guardare a Lui sale della terra, senza di lui il mondo è insipido, non ha sapore di eternità. Sapore viene dalla stessa radice di sapienza e Gesù è la “sapienza di Dio”, San Bernardo diceva: “ Qualsiasi cosa che ascolto o
leggo, tutto è insipido per me, se non vi trovo il nome di Gesù”.

Anche noi dobbiamo essere sale per il mondo, trasmettere il gusto della vita, dare sapore alle realtà terrene, il sale si scioglie sparisce, è un simbolo di umiltà, dobbiamo anche noi scioglierci e sparire nel mondo per dare gusto, per far trasparire Cristo stesso negli atti della nostra vita, dobbiamo conservare la salvezza operata da Cristo.

“Voi siete la luce del mondo” Cristo è la luce e anche noi dobbiamo essere luce, illuminati da Gesù anche noi diventiamo luminosi, capaci di far luce anche agli altri.

Il profeta Isaia ci indica come essere luce nel mondo e fare opere di luce: “Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.”

Il cristiano sarà sale e luce per il mondo nella misura in cui volgerà il suo sguardo in modo particolare al debole sia nella sua debolezza materiale che spirituale.

Il terreno da cui partire è il nostro ambiente quotidiano, la famiglia, il lavoro, gli amici, Gesù dice si accende una lampada per metterla “sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa”.

Il compito di essere luce e sale non è facile, richiede impegno, costanza, significa fare spazio a Gesù per svuotarci di noi stessi per non essere luce che si spegne e sale che perde sapore!

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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