L’opinione sportiva di Stefano Villa: RIC FLAIR E IL RITORNO SUL RING A 73 ANNI. GIUSTO O SBAGLIATO?

Lo scorso 31 luglio si è tenuto l’ultimo incontro del ‘Nature Boy’ Ric Flair, una vera e propria leggenda dello sport-spettacolo americano. Non senza polemiche.

“Impossible is nothing”, una frase che ricorre molto spesso nei discorsi del popolo americano che da sempre è tra i principali fautori del realizzare l’impossibile, molto spesso con validi motivi a confermarlo.
Devono aver pensato proprio questo gli spettatori che lo scorso 31 luglio hanno assistito all’ultimo incontro di Ric Flair, autentica leggenda dello sport-spettacolo USA.
16 volte campione del mondo, due ingressi nella Hall of Fame WWE, la rivalità infinita in termini di popolarità con Hulk Hogan, un palmares interminabile e l’inconfondibile “Wooooo” a renderlo uno dei più grandi interpreti della disciplina di sempre.
Un uomo che è riuscito a costruire la sua leggenda nel mondo del pro wrestling, allargando la sua notorietà anche al mondo dell’hip hop e della NBA con alle spalle una carriera di cinquant’anni sui principali palcoscenici del wrestling mondiale. Uno dei più grandi di sempre.
Il ‘Nature Boy’ ha deciso di tornare a indossare il suo ring attire per un’ultima volta alla veneranda età di 73 anni nel corso dell’evento Starrcast V (organizzato dalla Jim Crockett Promotions) in un tag team match che l’ha visto affrontare insieme al genero Andrade El Idolo, marito della figlia Charlotte, la coppia formata da Jeff Jarrett e Jay Lethal. Alla fine lo schieramento vincente è stato proprio il suo ai danni di Jarrett, la narrazione del match non poteva portare a un risultato diverso.
Non sono mancate però le polemiche da parte dell’opinione pubblica, legittimamente preoccupata del suo ritorno sul quadrato a distanza di quasi dieci anni dall’ultima volta, ma per questo ultimo giro di valzer, una sorta di ‘The Last Dance’ per citare i Chicago Bulls di Jordan e Pippen, Flair si è preparato in maniera meticolosa dal punto di vista fisico. È stato aiutato per mesi a recuperare la miglior condizione fisica, in relazione alla sua età, proprio dagli altri wrestler impegnati sul ring con lui in questo ultimo match dal grande valore emotivo.
Qualche momento di apprensione c’è stato, specialmente dopo il sanguinamento di Flair che ha portato anche a due brevi svenimenti, ma alla fine tutto è andato per il meglio, una nuova pagina di storia di una carriera semplicemente irripetibile.
La domanda che in molti si sono posti è la seguente: è giusto tornare a combattere mettendo a rischio la propria incolumità a quell’età?
Un quesito non semplice da analizzare in tutte le sue sfaccettature, ma un dato inconfutabile c’è sicuramente. Solo la passione può spingere una persona nata nel 1949 a tornare a svolgere una professione che ha amato alla follia, nonostante sia estremamente pericolosa per la sua salute.
A 73 anni questa dovrebbe essere la parola fine, ma il condizionale è d’obbligo considerando il personaggio in questione, specialmente dopo la standing location ricevuta al termine del match.
In fondo nulla è impossibile, e quando si parla di Ric Flair veramente “impossible is nothing”.

Stefano Villa-giornalista per contg.news

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