«Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! ».
Immagini forti il fuoco e il battesimo, letteralmente immersione. Il fuoco è il calore, Gesù vuole che questo fuoco arda e divampi, la sua immersione, è la passione e morte, ed è angosciato fino a quando
non è avvenuta, ha la ferma decisone di compiere il progetto del Padre.
«Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.» La pace a cui si riferisce Gesù non è l’assenza di conflitti, il quieto vivere, perché seguire Gesù comporta sempre una scelta, , imitare il suo stile, la sua missione, è affrontare anche le difficoltà. Anche nelle famiglie,
possono crearsi divisioni, è sempre necessaria una scelta coraggiosa.
Nella prima lettura ci è proposta la figura del profeta Geremia, che viene perseguitato, alcuni lo accettarono come vero profeta, ma i più lo rifiutarono come un mentitore. Il profeta è colui che porta la parola di Dio al popolo soprattutto in momenti di crisi, di allontanamento da Dio.
L’immagine del profeta calato nella cisterna, è immagine del credente, che affronta l’immersione nel torrente fangoso della vita.
Anche noi siamo chiamati ad essere fuoco, a far trasparire nel nostro vivere l’ardore della Parola di Dio che trasforma la nostra vita, portare questo fuoco a coloro che vivono nella freddezza della vita,
dobbiamo avere il coraggio del profeta, e non aver paura. San Paolo ci indica la strada: «Deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci intralcia, corriamo
con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.»
Fissiamo il nostro sguardo su Gesù, togliamo tutto ciò che intralcia il cammino e non ci permette di correre, in questa corsa della vita.
Come imitare la figura di Gesù nel mondo di oggi? La parola a Benedetto Ferri Osb da Vallombrosa
