#politikos. L’ Opinione di Marco Lamantia sulla Trattativa Stato-Mafia.

Le sentenze si rispettano ma non si è obbligati a condividerle. Finalmente sono state depositate le motivazioni
della sentenza relativa alla Trattativa Stato – Mafia. Sono oltre 3000 pagine in cui sostanzialmente si dice che se sei un funzionario dello Stato puoi Trattare con la mafia e la stessa trattativa prende il nome di “improvvida iniziativa” è una cosa brutta e cattiva come direbbero i bambini ma comunque lecita. Se invece sei un mafioso e tratti con lo Stato allora commetti un reato e ti becchi altri anni di galera (anno più o anno meno amen
tanto solitamente un mafioso ha giusto qualche ergastolo). In questo modo passa un tremendo messaggio: una parte dello Stato può decidere di scendere a patti con la criminalità organizzata senza dire nulla all’altra parte dello Stato( che io chiamo parte sana) che con la mafia non vuole scendere a patti, combattendola come è giusto che sia, si differenziano i criminali che non vengono trattati in maniera uguale in quanto ci sono
quelli che devono andare in galera e i criminali che invece possono stare a piede libero. Pazienza se chi lotta
per un Paese giusto viene poi fatto saltare in aria, a proposito nessun accenno, nella sentenza in commento,
dell’agenda rossa di Borsellino scomparsa, nessun accenno su Scarantino e sui depistaggi nel luogo dove Borsellino incontrò la morte e lasciamo perdere quello che i giudici scrivono sulla mancata perquisizione del
covo di Riina. Inoltre si legittima la convivenza tra stato e mafia e si legittima quest’ultima come interlocutore con cui trattare. Su questo ultimo punto se si fosse seguito lo stesso modus operandi probabilmente Moro
sarebbe morto di vecchiaia.

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