Tommaso Stigliani nacque a Matera il 28 giugno 1573; visse alla corte dei Farnese a Parma. Proprio lì il 9 agosto 1606 ebbe una violenta lite con Arrigo Caterino Davila, il quale lo sfidò a duello; rimasto ferito, Stigliani si rifugiò a Napoli.

Sulla morte di Tommaso Stigliani non abbiamo dati certi: sappiamo solo che si spense a Roma prima del 1659.
Stigliani è considerato l’intellettuale antimarinista per eccellenza; egli infatti accusò Giambattista Marino di mancanza di coerenza e fedeltà ai canoni classici della misura e della proprietà linguistica; altre accuse (queste rivolte in particolare all’Adone) furono quelle di bassezza di stile, barbarismi e furto di parole e concetti di altri scrittori. Fra gli intellettuali che si schierarono per Marino contro Stigliani ricordiamo Padre Angelico Aprosio, che attaccò Stigliani nell’opera del 1637 Il Vaglio Critico di Masoto Galistoni da Terama sopra il “Mondo Nuovo” del cav. Tomaso Stigliani da Matera.

Per quanto riguarda le opere letterarie di Tommaso Stigliani, ricordiamo: Dell’Occhiale, (1627, stroncatura dell’Adone), Il Mondo nuovo (l’edizione definitiva in trentaquattro canti è del 1628) e le Lettere (1651). Stigliani fu anche autore di poesie: nel 1910 Benedetto Croce nell’antologia Lirici marinisti (pubblicata da Laterza) incluse ventitré liriche di Stigliani.
In conclusione, Tommaso Stigliani è citato nel romanzo di Luigi Pirandello Il fu Mattia Pascal, nel terzo capitolo, quando Pinzone, per istruire il narratore e suo fratello Berto, ricorre a degli indovinelli in versi, uno dei quali appunto di Stigliani.
Michel Camillo -scrittore di contgnews

