
Borgo situato in provincia di Salerno. Il centro storico è tra i più importanti nel Vallo di Diano ed è riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
Si trovano rare fortificazioni megalitiche, in epoca romana era chiamata “ Tegianum”. Faceva parte della Federazione Lucana delle 12 città ; infatti c’è il ricordo del centro fortificato arroccato sulla collina dove gli scavi hanno ritrovato resti romani, parecchi reperti storici di architettura religiosa e civile e si pensa ci fossero diverse torri che appartenevano alla cinta muraria.

Alla fine del 300 dopo un periodo la famiglia Sanseverino costruì il castello e
Teggiano divenne la rocca di questa potente famiglia. Alla fine del 500 fu assediata da Re Federico, ma rimase imprendibile. Agli inizi del 600 il borgo diventò feudo di molte famiglie nobili del Regno delle due Sicilie con alterna fortuna.
Interessante i pochi resti delle murazioni megalitiche, ma rimane solo una torre cilindrica detta Varvacane.
La Chiesa di San Francesco (1300) con una grossa cisterna ha un bel portale romanico, un coro ligneo e bellissimi affreschi di scuola giottesca; la Cattedrale conserva monumenti funerari di epoca lucana e romana; il Duomo ha un ricco portale scolpito e all’interno la tomba di Enrico Sanseverino e di altri importanti nobili personaggi; di rilievo il fonte battesimale, il crocifisso policromo, resti del coro e due Angeli ai lati dell’altare.

La Chiesa di San Pietro della fine del 300 ha un importante portale conserva ancora un affresco dentro la lunata; ora è la sede del Museo Civico che raccoglie materiali dell’epoca romana , parecchi frammenti di affreschi e due tombe di personaggi celebri. Annesso alla Chiesa c’è un bel chiostro del 500 e la Torre Campanaria. Il Convento della Pietà, che ha dato il nome alla chiesa del 300, ha un notevole portale rinascimentale coronato da un bassorilievo della Pietà e battenti lignei scolpiti e rappresenta un bellissimo e ben conservato chiostro.
Da strette stradine medioevali si arriva al Castello che ha subito diverse trasformazioni. Sul fossato si affacciano massicce torri cilindriche; nell’interno un grande cortile con cisterna.
Attualmente nella parte ottocentesca del castello si trova un interessante Museo delle tradizioni popolari.

Alla Vigilia di Natale è la tradizione gustare un piatto tipico di stufati( pasta con l’aggiunta di alici) ; per il pranzo della domenica delle Palme si cucina il parmatieddi (un fantastico ragù fatto con diversi tipi di carne); nel periodo pasquale il pizzichinu ( dolce squisito di pasta frolla, ricotta uova e zucchero). Diverse qualità di vini bianchi e rossi.
