Un rapporto delle Nazioni Unite conferma l’uccisione di Abu Aqila da parte di proiettili israeliani e l’esercito di occupazione lo descrive come di parte. Fonte Al Jazeera

Ravina Shamdasani, portavoce dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha dichiarato ieri, venerdì, che l’uccisione della reporter di Al-Jazeera Shireen Abu Aqleh lo scorso 11 maggio è stato l’ esito del fuoco delle forze israeliane e non certamente alla sparatoria indiscriminata da parte di palestinesi, sostenuta da un portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che chiedeva un’indagine penale.

“Tutte le informazioni che abbiamo raccolto – anche dall’esercito israeliano e dal procuratore generale palestinese – confermano il fatto che i colpi che hanno ucciso Abu Aqila e ferito il suo collega Ali al-Samudi sono stati emessi dalle forze di sicurezza israeliane e non a seguito di colpi sparati da palestinesi armati, come ha detto lei”, ha detto la portavoce in una conferenza stampa a Ginevra. In primis le autorità israeliane.

“Non abbiamo trovato alcuna informazione che indichi che uomini armati palestinesi abbiano svolto attività vicino ai giornalisti”, ha detto Shamdasani in un comunicato stampa a Ginevra.

“È molto preoccupante che le autorità israeliane non abbiano condotto un’indagine penale”, ha affermato.

Situazione che ci porta a riflettere e ancor di più porre la nostra vicinanza alla collega uccisa.

Redazione- fonte Al Jazeera

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