Cosa vuol dire essere populisti? Cosa vuol dire essere antisistema? In Italia ormai l’etichettatura diventa
uno strumento per screditare ideologie o persone. Si viene così a creare una situazione tanto odiosa
quanto pericolosa perché creare un pregiudizio e alimentarlo è davvero facile mentre distruggerlo è impresa più ardua. Ecco allora che coloro che, senza giustificare minimamente la Guerra scellerata di Putin, criticano l’atteggiamento USA ed Europeo diventano immediatamente filoputiniani e nemici della democrazia. Democrazia che dovrebbe permettere a tutti di poter esprimere qualsiasi opinione anche scomoda soprattutto per spiegare fenomeni complessi e che invece viene snaturata del suo significato perché solamente alcune informazioni (quelli che descrivono noi occidentali come paladini della pace) devono arrivare alla gente.
Ami il tuo Paese e le Sue istituzioni ma al contempo credi che ci voglia una ventata di aria fresca per liberarle da quell’odore di stantio e di conservazione che ci attanagliano da anni? Sei antisistema e
populista e guai a chiedere un po’ di sana giustizia in un Paese in cui non c’è nulla di trasparente perché
esiste una nuova categoria di populista che è quella del populista giustizialista. Notare che il giustizialismo
va benone quando ci sono reati di sangue mentre per il colletto bianco vige il garantismo più totale e si
deve attendere il primo, il secondo, il terzo grado e forse anche il quarto che non è previsto nel nostro
ordinamento.
Essere democratici è molto difficile, evidentemente non è cosa per tutti.
Al povero Assange hanno riservato e riserveranno un trattamento disumano e il carcere per aver commesso un grave delitto: aver fatto informazione. La Russia non c’entra nulla quindi possiamo anche non parlarne. Riflettiamo!
Marco Lamantia-Redazione

