Uno scrittore del Friuli Venezia Giulia: Italo Svevo

a cura del filologo Michel Camillo- Redazione

Italo Svevo è lo pseudonimo con il quale è passato alla storia Aron Hector Schmitz, nato a Trieste il 19 dicembre 1861; Aron era il quinto di otto figli e la sua famiglia apparteneva alla buona borghesia ebraica.

Proprio a Trieste Italo Svevo conobbe James Joyce, che gli impartì lezioni di inglese.

Il rapporto di Svevo con la letteratura non fu sempre di armonia: innanzitutto lo scrittore andò incontro a insuccessi letterari, poi negli ambienti che frequentava la pratica letteraria era mal vista. Ciò portò Italo Svevo a un certo punto della sua vita a decidere di imparare a suonare il violino, proprio per impiegare il proprio tempo libero diversamente che scrivendo testi letterari.

Italo_Svevo

L’ideologia di Svevo è complessa, in quanto in lui erano presenti filoni di pensiero antitetici e ovviamente difficili da conciliare: da un lato il positivismo, l’influenza di Darwin, il marxismo; dal lato opposto il pensiero negativo e antipositivista di Schopenhauer, Nietzsche e Freud. Già da questi rapidi cenni, si nota la compresenza di positivismo e antipositivismo!

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Le opere principali di Italo Svevo sono i romanzi Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno. Per capire meglio le caratteristiche del terzo romanzo ci facciamo aiutare da Salvatore Guglielmino ed Hermann Grosser: <L’opera consta di otto capitoli di diversa misura: il primo è una prefazione dello psicanalista S. che dichiara i motivi per cui pubblica le memorie di Zeno Cosini, un suo paziente; il secondo è un breve preambolo di Zeno alle proprie memorie; i capitoli dal terzo al settimo sono le sue memorie vere e proprie, che si fingono scritte tra il 1913 e il 1914, prima della terapia; il capitolo ottavo è un diario tenuto da Zeno dopo la terapia (datato maggio 1915-marzo 1916), in cui sono esposte fra l’altro le ragioni della sua interruzione>.

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Italo Svevo morì a Motta di Livenza (vicino a Treviso) il 13 settembre 1928, per i postumi di un incidente stradale: sembrava infatti che fosse rimasto ferito in modo non grave, ma mentre veniva portato all’ospedale ebbe un attacco di insufficienza cardiaca con crisi respiratoria. La morte arrivò circa ventiquattro ore dopo, nel primo pomeriggio del 13 settembre; i funerali vennero celebrati secondo il Rito Ebraico.

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