Il Pensiero Domenicale di Padre Andrea da Vallombrosa

Celebriamo la solennità dell’Ascensione, l’evangelista Luca così descrive questo evento: “Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva si staccò da loro e
venne portato su in cielo”.
Dopo essere apparso ai discepoli nel cenacolo li conduce fuori Betania, alza le mani in forma di benedizione, terminato il sacrificio di se stesso benedice il popolo ed è portato in cielo, i discepoli si
prostrarono davanti a lui , è una liturgia , lo riconoscono come Dio e ricevono la benedizione, tornano a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando di Dio.


La gioia e il tempio, avere incontrato Gesù gli ha colmati di gioia, l’esperienza dell’ Ascensione non è perdita ma accoglienza della gioia interiore Cristo, che va al padre e viene in noi e compie in noi la sua opera sacerdotale.

Nella lettera agli Ebrei si sottolinea l’opera del Cristo che è entrato nel santuario di Dio: “Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui.”

Nel tempio di Gerusalemme, ogni anno il sommo sacerdote nel giorno del Kippur, “Grande espiazione”entrava nel “sancta sanctorum” la parte più santa del tempio, e offriva il sacrificio di espiazione a favore del popolo.


L’autore della lettera agli Ebrei, ha riletto questo come immagine di ciò che ha compiuto Gesù, che si realizza nel momento in cui Cristo entra nel santuario del cielo, con il proprio sangue, non offre vittime, ma fa se stesso vittima, ottenendoci una redenzione eterna.


Gesù è il nostro tempio che ci mette in comunicazione con Dio e ci riempie di grande gioia.


“Dio onnipotente ed eterno, che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi il desiderio del cielo, dove hai innalzato l’uomo accanto a te nella gloria”. Amen.

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