
Nei pressi del comune di Gachlingen, all’estremo Nord dei confini elvetici, gli archeologi hanno rilevato la presenza dei primi insediamenti neolitici sul territorio dell’attuale Confederazione Svizzera. Quegli antichi centri di aggregazione umana in cui già si praticava l’agricoltura, risalgono a più di 7.000 anni fa. In tempi più recenti, che precedono l’espansione romana nel centro del continente, le regioni a Sud del fiume Reno erano abitate da varie tribù celtiche che mantenevano un’ampia autonomia sociale tra di loro e tra di esse una posizione di spicco era rappresentata dall’insediamento che copriva l’area dell’attuale comune di La Tène, sul Lago di Neuchatel.

Nella parte orientale delle regioni che costituiscono il territorio svizzero, l’attuale Canton Grigioni, si erano stanziati i Reti, antica popolazione tirrenica di lingua preindoeuropea. Nel Sud del paese, nelle aree dell’odierno Canton Ticino, c’erano i Leponzi, che secondo gli antichi cronisti storici di età romana si estendevano con i loro insediamenti dalle sorgenti dei fiumi Rodano e Reno al Nord, giungendo a Sud fin quasi ad inglobare l’attuale Lombardia. Il loro centro urbano più importante era Oscela che ha gettato le fondamenta della città che è oggi Domodossola ed essi fondarono un altro rilevante centro urbano che oggi è Bellinzona e che a quei tempi era la città di Bilitio.

Tutta l’area montana che va dal Massiccio del Giura alle Alpi era invece occupato, fino dal III Secolo a.C., dalla tribù degli Elvezi che nel 58 a.C. sono sconfitti dai Romani nella battaglia di Bibracte e proprio quell’evento costituisce l’inizio della dominazione capitolina sul territorio. Nel 15 a.C. la conquista romana giunge al consolidamento grazie a Tiberio, che l’anno successivo diverrà il secondo imperatore romano e che in quella data fonda la provincia delle Alpi Pennine. Le genti celtiche si integrarono rapidamente all’interno della cultura romana e in breve tempo ne adottarono la lingua e la religione.

il riformatore Giovanni Calvino 
la magnifica natura delle Alpi svizzere
Poi venne la Pax Romana, un periodo abbastanza tranquillo durante il quale il potente sistema legale della Capitale era riuscito a pacificare regioni che avevano sofferto a lungo per i contrasti e per gli attriti fra i vari capi locali. In questo breve periodo la cultura portata dai Romani oltre le Alpi ha il tempo di consolidarsi presso quelle genti e si fonde proficuamente con il sapere e la tradizione culturale di quei popoli. L’inizio di quel breve ma intenso periodo di pace e di integrazione culturale tra le genti che costituivano l’Impero Romano è di solito fatto coincidere con la conquista della Dacia ad opera di Traiano, nel 117 d.C., evento che segna l’inizio dell’epoca di massima espansione dell’Impero e termina intorno al 160 con l’inizio delle invasioni barbariche.

I confini germanico-retici vengono così abbandonati dai Romani intorno all’anno 260 e i territori lungo il Reno sono poi definitivamente abbandonati dalle forze dell’Urbe nell’anno 400. Dopo la caduta dell’Impero, nei primi decenni del VI Secolo, quei territori sono conquistati dai Franchi e i sovrani Merovingi e Carolingi resero possibile l’espansione del cristianesimo su tutta l’area alpina dell’attuale Svizzera. In tutto quel territorio solcato dalle verdi valli alpine sorsero numerose abbazie cristiane e negli anni del periodo feudale i monaci benedettini istituirono centri culturali destinati ad influire profondamente sulla cultura delle regioni europee di religione cristiana. Prima della metà dell’XI Secolo tutta l’area dell’attuale Confederazione Svizzera si trova sotto il Sacro Romano Impero, governato da Corrado II. Tra il XIII e il XIV Secolo una profonda crisi aveva colpito il sistema di potere feudale e aveva portato ad una inarrestabile situazione di conflitto tra i vari casati che si contendevano il governo dei feudi e che in quel tempo cercavano una sempre maggiore autonomia di gestione delle terre a loro affidate.

Ulrich Zwingli 
un imponente rolevatore del CERN
Tra i diversi casati in lotta per la supremazia si impongono gli Asburgo che verso la fine del XIII Secolo dominano su gran parte del territorio elvetico e risolvono alla radice il problema della smania di potere e di autonomia politica che pretendevano i feudatari, trasformandoli in semplici funzionari pubblici, i landamani. Nel 1237 Federico II entra in Italia e sconfigge la Lega Lombarda, fedele al Papa, espandendosi nelle regioni della Pianura Padana. Gli Asburgo impongono un pesante giogo di tasse ai territori in loro dominio e nell’agosto del 1291 le comunità rurali delle regioni elvetiche stipulano numerosi trattati di alleanza che contemplano un impegno di reciproco aiuto e tra questi spicca il Patto Eterno Confederale che costituisce il primo documento storico della Confederazione elvetica. In esso le comunità di Uri, di Svitto e di Untervaldo rendono istituzionale la promessa di reciproca assistenza in caso di conflitto, formando di fatto il primo nucleo della Confederazione. Gli Asburgo iniziano ad essere preoccupati per la crescita delle forze confederate, a partire dalla sconfitta che hanno patito nel 1315 in occasione della presa dell’abbazia di Morgarten e allora tentano di piegarle con una serie di interventi militari mirati ma tra il 1386 e il 1388 sono nuovamente sconfitti dai confederati.

Successivamente, nel 1481, aderirono alla Confederazione Friburgo e Soletta e pochi anni dopo Massimiliano I d’Asburgo riconobbe la sovranità svizzera nella storica data del 1499. Nel 1515 i confederati, alleati con il Ducato di Milano, sono sconfitti dalle forze francesi e venete nella battaglia di Marignano e da allora la Svizzera non intraprese mai più politiche di espansione del territorio al di fuori dei propri confini. Allora la Svizzera era composta da 13 Cantoni che alcune volte all’anno inviavano i loro rappresentanti alla “Dieta Federale”. L’organo costituiva l’unica forma di natura politica ed istituzionale di valenza sovra-cantonale e le sue delibere erano poi riferite alle popolazioni dei diversi cantoni che quindi le dovevano ratificare. In seguito alla Riforma protestante iniziata nel 1525 da Ulrico Zwingli le proprietà della Chiesa cattolica vengono incamerate dai Comuni e le risorse a favore delle città aumentarono a discapito delle campagne. Così i Cantoni a prevalenza rurale individuarono nella Riforma la causa della loro crescente povertà e nel 1531 la Seconda guerra di Kappel registra la vittoria dei cantoni cattolici, ponendo fine al movimento riformato in Svizzera.

una raffigurazione pittorica degli antichi Elvezi
Ma nel 1536 Jean Cauvin, noto in Italia come Giovanni Calvino, inizia la Riforma a Ginevra, mentre i cantoni cattolici, meno popolosi ma molto più numerosi, riuscivano a mantenere il controllo della Dieta. I conflitti confessionali che flagellarono l’Europa in quel tempo e che condussero alla sanguinosa guerra dei trent’anni convinsero la Svizzera ad isolarsi sempre di più dai suoi vicini geografici e a rafforzare di pari passo le alleanze tra i cantoni. L’Impero riconobbe poi l’indipendenza svizzera nel 1648 e nella storica data del 1674 la Dieta proclama la neutralità armata, in vigore ancora oggi, in risposta all’occupazione francese della Franca Contea, una regione che confina con la Svizzera occidentale. Con il XVIII Secolo e il periodo dell’Illuminismo avvengono grandi mutamenti nell’organizzazione economica e sociale della Confederazione ed è proprio in quegli anni che nascono le attività domiciliari presso i contadini e si diffonde in tal modo l’attività artigianale della tessitura. Parallelamente inizia in svizzera la realizzazione di orologi, un’attività che è destinata a rappresentare l’icona stessa dell’alto artigianato elvetico e che nei tempi più recenti ha raggiunto i più superbi livelli nell’arte della lavorazione meccanica di alta precisione. La vetta di questa magnifica arte la possiamo ammirare negli orologi da polso “tourbillon” scheletrati, le cui forme incredibilmente complesse e suggestive sono state utilizzate anche per rappresentare alcuni ambienti fantastici all’interno di molti film di genere fantasy o di fantascienza. Il loro prezzo è esorbitante e per gli orologi di produzione attuale può superare il milione di Euro. Con la Costituzione del 1848 nella Confederazione Svizzera viene istituito un nuovo Parlamento centrale e molte funzioni che erano delegate ai cantoni vengono quindi centralizzate e il Paese si pone sotto la tutela di una comune difesa nazionale.

Con il nuovo secolo la Svizzera aderisce alla Società delle Nazioni nel 1920 che pone la sua sede proprio in territorio svizzero, a Ginevra. L’organo sovra-nazionale ratificò la neutralità permanente della svizzera esonerandola dalla partecipazione a qualsiasi campagna militare. Nel 1948 una consultazione popolare votò per non entrare nell’Organizzazione delle Nazioni Unite ,pur avendo quell’organizzazione sede a Ginevra e da allora il referendum è usato nel paese per decidere sulle più varie questioni civili, rendendo di fatto la Confederazione uno tra gli stati al mondo nel quale i diritti previsti della democrazia sono maggiormente esercitati, nonostante sia uno dei paesi che hanno concesso più tardi il diritto di voto alle donne che si sono potute recare alle urne solo dal 1971.

La Svizzera è anche una delle punte di diamante nella ricerca avanzata nel campo della scienza fondamentale e ancora una volta Ginevra è il centro di quella grande opera di indagine dell’intelletto umano, ospitando i laboratori del CERN (Conseil européen pour la recherche nucléaire). La struttura ha dimensioni immense e l’anello dove è installato l’acceleratore principale, il Large Hadron Collider (LHC) ha una circonferenza di ben 27 chilometri e le sue dimensioni sono talmente grandi da apparire localmente così poco curvo che se ci troviamo all’interno della sua galleria, essa ci sembrerà rettilinea.

L’installazione ha lo scopo di indagare i “modelli” con i quali gli scienziati cercano di descrivere le strutture più intime della realtà fisica. La materia è molto complessa e nei decenni più recenti ha condotto ad un profondo riassetto epistemologico delle nostre idee intuitive sulla natura dell’universo. Le ricerche hanno svelato che tutte le nostre esperienze coscienti sono di natura elettromagnetica ed avvengono all’interno di un palcoscenico classico, costituito da spazio tridimensionale e tempo lineare, del quale la nostra coscienza non è in grado di fare a meno, ma nel profondo, le cose stanno diversamente ed è lì che oggi lavora l’indagine della fisica fondamentale. Questa titanica indagine ai confini delle possibilità umane è resa possibile proprio dall’esistenza di strutture sperimentali come quella del CERN. Ma la Svizzera è anche rappresentata dall’ardita architettura che crea i suggestivi centri storici delle sue principali città, come Friburgo, immersa nel suo fascino medievale. Oppure la bella Zurigo, la più grande a città della Svizzera, divisa in due dal fiume Limmat, con i suoi tortuosi vicoli dominati da alti campanili. Caratterizzata dai suoi tetti a timpano e specchiata nelle acque del Lago dei Quattro Cantoni, c’è poi Lucerna, con gli antichi resti delle storiche mura dotate di otto torri di avvistamento. Berna, la Capitale della confederazione, è una magnifica città medievale conservata in maniera superba e affascina qualsiasi visitatore con le sue belle torri. Losanna, che si specchia con i suoi edifici nel grande Lago Lemano oppure Lugano, lambita dalle acque dell’omonimo lago e maggiore centro urbano svizzero di lingua italiana.
