Il Vangelo di questa Domenica ci invita a riflettere sul comandamento nuovo: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri”.
È nuovo perché “rinnova” e “trasforma”, ci rinnova e trasforma profondamente, nell’intimo, nel cuore, San Agostino afferma che “questo amore ci rinnova, rendendoci uomini nuovi, cantori del cantico nuovo”.
Il comandamento nuovo è qualcosa di più di un comando, riassume la sorte del mondo e il destino dell’uomo, non è semplicemente amatevi ma “amatevi gli uni gli altri”, è comunione, riconoscere nell’altro un “Tu” da amare, guai se ci fosse un aggettivo a qualificare chi merita il mio amore: giusti,
ingiusti, ricchi, poveri, prossimi o lontani, bisogna cercare di vedere nell’altro il riflesso della presenza
di Dio.
Il comandamento nuovo continua: “Amatevi come io vi ho amato”. Qui è presente la novità del comandamento, l’amore come quello di Gesù, ogni uomo ama, ma il cristiano ama al modo di Gesù,
custodisce nel cuore, ravvivando nella memoria il “come” Gesù ha amato. Questo è la “scuola della
preghiera”.
L’amore è lui: nell’ultima cena quando lava i piedi ai discepoli, quando prega per i suoi crocifissori, quando piange per l’amato amico Lazzaro, quando va incontro agli ultimi, ai malati, poveri, peccatori.
Prendiamo in mano il Vangelo, cerchiamo tutte le volte in cui Gesù ha amato, rileggiamolo con gli occhi di chi sa andare in profondità, di chi sa guardare oltre, lasciamoci plasmare da questa Parola di
Vita, perché ci trasformi, ci rinnovi. Il “come” è una semplice parola, umile, che non ha autonomia che rimanda ad altro e lì è racchiusa l’essenza del nostro discepolato: vivere “come” Lui.
“O Dio, che nel Cristo tuo Figlio rinnovi gli uomini e le cose, fa che accogliamo come statuto della nostra vita il comandamento della carità, per amare te e i fratelli come tu ci ami, e così manifestare al mondo la forza rinnovatrice del tuo Spirito. Amen”.
Padre Andrea Benedetto Ferro da Vallombrosa
