#costume&società PER UN GOVERNO CHE GOVERNI…. REPUBBLICA PRESIDENZIALE o RITOCCHI COSTITUZIONALI ? ARTICOLO DI MARCO LAMANTIA .

Disse Indro Montanelli che uno dei difetti della nostra Carta Costituzionale, che io personalmente e per quel poco che vale reputo un capolavoro di cui andare fieri, derivasse dall’impostazione che si diedero i nostri Padri Costituenti e la comparava con quella che si diedero i costituzionalisti tedeschi. Italia e Germania nell’immediato dopoguerra uscivano da due pesanti dittature. Per tali ragioni occorreva far nascere democrazie solide con anticorpi capaci di respingere qualsiasi tendenza autoritaria. Orbene secondo Montanelli la Germania aveva ripudiato Weimar, lo Stato democratico tedesco sorto dopo la prima guerra mondiale mentre di fatto l’Italia lo aveva abbracciato. La Germania considerava l’avvento del nazismo come il frutto dell’instabilità politica dei Governi della Repubblica di Weimar incapaci di far fronte agli enormi problemi economico e sociali derivanti dalla Grande Guerra. Per tale ragione occorreva una democrazia solida con gli ovvi contrappesi ma capace comunque di dar vita a Governi stabili capaci di Governare. su questa impostazione nasceva la Repubblica Federale Tedesca (Germania Ovest). L’Italia invece seguì la teoria opposta.

Occorreva limitare i poteri del Governo e in primis del Presidente del Consiglio dei ministri in modo da evitare situazioni capaci di portare all’autoritarismo. Non tutti i Costituzionalisti italiani erano d’accordo con questa visione, risaltando i problemi che potevano derivare a causa degli Esecutivi instabili in mano ai Partiti rappresentati proporzionalmente in Parlamento senza alcun tipo di correttivo in senso maggioritario. Un grande giurista come Calamandrei si schierò per la nascita di una Repubblica Presidenziale che più volte viene invocata anche da odierni esponenti politici al fine di dare vita ad esecutivi stabili in grado di porre in essere le tanto necessarie riforme. La prima domanda che mi sorge spontanea è se effettivamente i politici presidenzialisti odierni sarebbero capaci di porre in essere una Repubblica presidenziale come quella ideata da Calamandrei che ovviamente voleva un Presidente forte con contrappesi forti?

Oggi la Repubblica Presidenziale sembra uno strumento per porre in essere un accentramento di potere, in un Paese dove il conflitto di interesse regna sovrano, con una chiara regressione democratica. Tra i nostri Parlamentari non vedo Calamandrei e quindi sarebbe opportuno mettere da parte il progetto presidenzialista e raggiungere la stabilità con alcuni ritocchi, ripensando al progetto di un altro grande costituzionalista quale fu Tosato il quale, prima dei nostri amici tedeschi, ipotizzò uno strumento simile alla sfiducia costruttiva. Occorre ripartire da lì e chi vuole fare cadere un Governo deve sfiduciare, parlamentarizzando la crisi, il Presidente del Consiglio e avere già individuato un Presidente del Consiglio pronto a sostituire il vecchio con una maggioranza che gli permetta di governare. Se il nuovo Presidente del Consiglio individuato non ottiene la fiducia il Presidente della Repubblica deve prenderne atto, sciogliere le camere e mandare gli italiani a votare. Una volta che si è svolta l’elezione dei parlamentari il Presidente della Repubblica dovrà proporre un nome alla Camere, sulla base delle consultazioni con i partiti, e qualora dopo tre tentativi non si ottenga un nuovo Governo lo stesso Presidente della Repubblica sarà nuovamente legittimato a indire nuove elezioni. Capitolo legge elettorale: si può anche ipotizzare un sistema proporzionale purché si inserisca una soglia di sbarramento al 5%, inserendo il voto disgiunto e permettendo all’elettore di inserire la preferenza. Stop alle multi candidature e i Parlamentari dovranno avere un determinato legame con il territorio che rappresentano. Infine bisognerà modificare i regolamenti parlamentari in modo da sfavorire il trasformismo ovviamente senza inserire alcun vincolo di mandato.

Un primo passo in avanti lo abbiamo fatto con la riduzione del numero dei Parlamentari che saranno sicuramente più responsabilizzati. Bisogna essere ambiziosi e ritoccare, non stravolgere, la nostra Carta Costituzionale.

Marco Lamantia-Redazione

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