#storia&turismo. Michel Camillo e Pescara. Alla scoperta di Gabriele d’Annunzio

Nonostante non ne sia il capoluogo, Pescara è il comune più popoloso dell’Abruzzo, nonché una delle città più importanti della regione.

A Pescara le estati sono calde ma spesso molto umide, mentre gli inverni sono moderatamente piovosi, con frequente comparsa della neve; la temperatura più alta mai registrata è di 45 gradi (il 30 agosto 2007), mentre quella più bassa mai registrata è di 13 gradi sotto lo zero (il 4 gennaio 1979).

Il comune di Pescara è suddiviso in tre circoscrizioni: Castellamare, Portanuova e Colli; attualmente sindaco è Carlo Masci (di Forza Italia), eletto al primo turno il 26 maggio 2019.

Già all’inizio del XX secolo Pescara era terra di immigrazione, proveniente soprattutto da altre aree dell’Abruzzo, ma non mancava quella proveniente da altre regioni italiane; negli anni ’80 l’immigrazione ha cambiato volto, perché sono giunte diverse comunità di cittadini stranieri. Il 31 dicembre 2020 i residenti di origine straniera costituivano il 5,6 % della popolazione di Pescara e le nazioni più rappresentate erano (in ordine decrescente): Romania, Ucraina e Senegal.

Il Santo Patrono di Pescara è San Cetteo di Aminterno, al quale è intitolata la cattedrale; la festa patronale è il 10 ottobre. In questa città nel 1977 ci fu il diciannovesimo Congresso Eucaristico nazionale, con tanto di visita del pontefice di allora, San Paolo VI.

La storia di Pescara ha però conosciuto anche momenti tristi, come i numerosi bombardamenti della tarda estate del 1943, che provocarono la morte di almeno tremila persone.

Questa città è tradizionalmente votata al turismo balneare e nel maggio 2021 ricevette per la prima volta il riconoscimento della Bandiera Blu; in passato la pesca ebbe un grosso peso nell’economia locale, ma ai nostri giorni è stata ridimensionata. Purtroppo nel 2017 la disoccupazione giovanile ammontava al 33,9 %.

La squadra di calcio cittadina è famosissima, mentre è meno noto che il suo nome ufficiale è Delfino Pescara 1936; ha preso parte a sette campionati di Serie A e trentanove di Serie B.

In passato esisteva anche una forte squadra di calcio a cinque (chiamata appunto Pescara Calcio a 5), che si era aggiudicata il campionato di Serie A nel 2014-15; purtroppo è stata sciolta nel 2018.

Fra i figli di Pescara più illustri abbiamo Gabriele d’Annunzio, nato (ovviamente a Pescara!) il 12 marzo 1863 e morto a Gardone Riviera (nei pressi di Brescia) il 1 marzo 1938, a causa di un’emorragia cerebrale, mentre era al proprio tavolo da lavoro; era il terzo di cinque figli.

Gabriele d’Annunzio nella Grande Guerra rimase ferito a un occhio.

D’Annunzio amava regalare alle sue amanti dolci, cioccolatini e marrons glacés, dei quali era ghiotto; contrariamente a quanto ci verrebbe da supporre, il Vate non amava molto il vino, preferendo l’acqua.

Il suo rapporto con il fascismo è oggetto di un acceso dibattito fra gli storici. E’ vero che il fascismo celebrò sempre d’Annunzio come un suo precursore politico e letterario; ma è altrettanto vero che il Vate (nonostante un’iniziale adesione ai Fasci Italiani di Combattimento) non prese mai la tessera del Partito Nazionale Fascista, forse per mantenere la sua autonomia.

Le opere principali di Gabriele d’Annunzio sono: Canto novo, Il piacere, Poema Paradisiaco, Le novelle della Pescara, i libri delle Laudi (in particolare Alcyone), La figlia di Jorio (una tragedia pastorale). Diversamente da quanto farebbe pensare il titolo, il Poema Paradisiaco è una raccolta di liriche e il titolo significa “poema dei giardini” (dal latino “paradisius” = giardino).

Le due poesie dannunziane più famose sono probabilmente La sera fiesolana e La pioggia nel pineto (entrambe all’interno di Alcyone).

D’Annunzio fu importante anche per la storia della lingua italiana, perché introdusse il termine “tramezzino” al posto dell’inglese “sandwich” e coniò altre parole ed espressioni, come “fusoliera”, “velivolo”, “folla oceanica”, “scudetto”, “vigli del fuoco”, “beni culturali”…

Michel Camillo-Redazione

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