
È situato nella parte meridionale dell’Italia, ha un territorio occupato prevalentemente da rilievi montuosi coperti da boschi e pascoli. La collina è costituita dal Subappennino che scende lentamente verso il mare, mentre la pianura è quasi inesistente: confina a nord con l’Abruzzo e il mar Adriatico a ovest col Lazio a est con la Puglia e a sud con la Campania. Il Molise ha due sole province: Campobasso il capoluogo e Isernia. È la regione più piccola e meno abitata d’Italia, è a statuto ordinario e nel 1963 fu separata dall’Abruzzo. In Molise nasce il più importante fiume dell’Italia meridionale: il Volturno che sfocia poi nel mar Tirreno e prende il suo nome da un’antica divinità romana.

Come per le Marche e per l’Abruzzo, anche il Molise trae le sue origini nel Paleolitico. Nel VIII secolo a.C. fu occupato dai Sanniti e poi dai Romani nel IV secolo a.C.: in questo periodo di benessere furono costruite molte opere importanti: terme, teatri, templi e molte città fortificate di cui ancora oggi ammiriamo meravigliosi resti.

La regione poi passò in mano ai Longobardi che lasciarono numerose tracce della loro presenza come famose abbazie tra cui la più celebre è quella di San Vincenzo dell’ ordine benedettino ed un forte culto a San Michele Arcangelo.

Con l’arrivo dei Normanni tra l’XI e il XII secolo spiccò per importanza la Contea di Bojano, che con l’ avvento del cristianesimo divenne un’ importante sede vescovile.
Seguì un periodo di grandi immigrazioni di zingari, Albanesi e schiavoni che fondarono diversi centri abitati.

Successivamente il Molise ebbe vari dominatori tra cui i Francesi ad opera di Gioacchino Murat che chiese a Vincenzo Cuoco di redigere una profonda relazione sul Molise; seguirono anni di violento brigantaggio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la regione fu bombardata più volte causando numerose vittime civili; purtroppo anche il Molise è soggetto a terremoti violenti che hanno distrutto molte delle meraviglie storiche ed architettoniche: l’ultimo sisma risale al 2002 quando nel paesino di San Giuliano crollò una scuola elementare causando la morte di una maestra e 27 bambini.

La caratteristica principale del Molise è l’architettura ed un patrimonio culturale assai vasto e prezioso.
Grazie ai Sanniti e poi ai Romani possiamo ancora oggi ammirare resti di templi, torri, anfiteatri, fori e terme e parte di grandi complessi archeologici. Del periodo medioevale sono conservati bellissimi e numerosi borghi, castelli ed abbazie.

Campobasso è un centro urbano ricco di reperti archeologici, storia e cultura. Capoluogo della regione, di origine longobarda, ma anche conosciuto perché vicino a importanti località sciistiche; Isernia di origine paleolitica con reperti numerosi custoditi nel suo museo, proseguono tuttora gli scavi, mentre un altro museo interessante, patrimonio
culturale, è quello dei costumi del Molise e di 1200 gioielli antichi e tradizionali; Agnone è un paese specializzato nella costruzione delle campane che vengono utilizzate per le più importanti chiese nel mondo e nei pressi celebre è la cascata del Volturno; Scapoli il paese famoso per le sue zampogne dove le più antiche sono custodite in un museo; il
piccolo borgo di Bagnoli del Trigno è detto la “Perla del Molise” perché conserva un bellissimo borgo medioevale scolpito tra le rocce; Termoli ha l’unico porto della regione, conserva un borgo medioevale chiuso dentro le mura che lo separano dalla città moderna; Venafro detto “la città delle 33 chiese”, di origine sannita, fu campo di battaglia delle
guerre tra Sanniti e Romani ed ospitò il re Vittorio Emanuele II nel 1860.

Anche il Molise ha le sue celebrità: Papa Celestino V, il magistrato Antonio di Pietro, Benito Jacovitti amato dai ragazzi perché fu uno dei più grandi fumettisti italiani; nato nel 1923 creò il celebre personaggio COCCO BILL e gli fu dedicato un piccolo museo nel quale sono conservate le sue numerose opere.
Possiamo ricordare anche i nonni paterni del celebre attore americano Robert De Niro che emigrarono in America in cerca di fortuna. Anche i cantanti Fred Bongusto e Tony Dallara sono molisani e pure in campo sportivo troviamo il campione mondiale olimpico di pallavolo Pasquale Gravina.

La cucina molisana è molto varia, gustosa anche perché ha conservato le caratteristiche delle tradizioni contadine.

Tra i prodotti principali della regione gustiamo diverse varietà di olio extravergine di oliva, dal sapore soave che si gusta particolarmente anche crudo. I vari tipi di pasta sono eccellenti, i più conosciuti sono i fusilli, la panonta e i più celebri i cavatelli, pasta sfoglia fresca senza uova, fatti a mano a forma di gnocchetti. Numerose sono le produzioni di
formaggio, il più conosciuto è il caciocavallo di Agnone, di origini molto antiche: è un formaggio a forma di pera con una crosta sottile di color nocciola dal sapore dolce e gustoso. La soppressata è la regina dei salumi: carne suina macinata finemente con lardo e abbondanza di sale e pepe in grani. Ottima la tradizionale frittata di Pasqua tipica del
periodo pasquale preparata con uova, formaggio e prosciutto.

Tra le carni prevalgono gli ovini, con la carne di pecora si preparano tante gustose ricette locali; conosciuto è anche l’agnello alla Monteforte cucinato con vino bianco, lardo, aglio ed erbette; da ricordare una gustosa ricetta della polenta fatta di granturco con diverse varianti a seconda del luogo di produzione, ma in genere la si gusta con la salsiccia; deliziose anche le crespelle molisane tipiche del periodo natalizio, succolenti frittelle a base di pastella di acqua, farina e lievito di birra; infine il milk pan dolce tipico del capoluogo fatto con burro, zucchero, alcool, farina ,uova , latte e mandorle che viene impastato e cotto in stampi a forma di cupola, poi ricoperto con glassa di cioccolato
bianco e nocciole; altro dolce importante è la cicerchiata tipico del periodo di Carnevale composta da uova, farina, mandorle, burro e miele.
Ottimi anche i vini tutti D.O.C. : il Biferno, tipico del capoluogo che può essere bianco, rosso e rosato, la Falanghina, il Tintilia, l’Aglianico e lo Chardonnay.
Vida Vialardi-Redazione

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