Kiev sarebbe disposta ad accettare un accordo di pace di compromesso con la Russia, se le forze di Mosca si ritirassero “sulle posizioni del 23 febbraio”, cioè il giorno prima dell’inizio dell’invasione. Questa l’apertura del presidente ucraino, che però accusa gli avversari: “A Mariupol non è guerra, ma tortura bestiale”. Da Mosca regna al momento lo scetticismo. Si vedrà nei prossimi giorni.
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