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Mercoledì 4 maggio scorso alle 21.15 si è discusso sul tema del “Nucleare: quali opzioni fra disarmo e transizione energetica”. Relatori dell’incontro Francesco Forti, Professore Ordinario di Fisica Sperimentale presso l’Università di Pisa e Segretario dell’Unione degli Scienziati per il disarmo, e Marco Maggiora, Professore Ordinario di Fisica Sperimentale presso l’Università di Torino. Il primo intervento è stato del
professor Forti, che ha illustrato nella prima sezione le caratteristiche degli armamenti, ripercorrendo brevemente, in maniera chiara e divulgativa, la storia dell’impiego (o della minaccia dell’impiego) di questo tipo di armi sullo scenario mondiale.
Se molte di queste bombe sono state ritirate (oggi esistono nel mondo, si stima, una decina di migliaia di
ordigni nucleari), nel momento di picco della guerra fredda questo dato era forse 7 volte più grande. Il Professor Forti ha inoltre fatto il punto della situazione sull’attuale presenza, nelle varie nazioni, di simili ordigni, proprio in una drammatica fase in cui sta tornando la minaccia di una guerra atomica.
Il secondo intervento è stato quello del professor Marco Maggiora, professore Ordinario di Fisica sperimentale presso l’Università di Torino. Questo intervento è stato concentrato soprattutto sulla tematica del nucleare civile. In questo campo il professore ha indicato come gli incidenti siano un’eventualità relativamente rara e come l’impatto ambientale del nucleare sia limitato.
Le centrali nucleari oggi sono diffuse in molti Paesi quali Stati Uniti, Francia, Cina e Russia. Lo stesso professore ha poi analizzato gli incidenti di Chernobyl e di Fukushima, descrivendone cause e conseguenze.
Mara Martellotta
