a cura della Rubrica Le Memorie e I Viaggi / storia & turismo
La Fontana (o Fontanone) dell’Acqua Paola è anche chiamata Fontanone del Gianicolo, perché è situata proprio sul colle romano del Gianicolo.
A volerla fu papa Paolo V (come si nota dal nome Acqua Paola…) e venne costruita come mostra terminale dell’acquedotto Traiano dal 1610 al 1614; gli artisti responsabili furono Giovanni Fontana, Flaminio Ponzio e Ippolito Buzio e i materiali impiegati furono il marmo e il granito. Ma non era ancora il Fontanone che ammiriamo oggi, perché dal 1690 al 1693 si ebbe un intervento di rifacimento voluto dal pontefice Alessandro VIII ed eseguito da Carlo Fontana (nipote di Giovanni).

La metà inferiore di questa fontana è occupata da tre grandi archi centrali e due laterali più piccoli dei primi; la metà superiore dei tre archi centrali, anziché contenere statue, è occupata da grossi finestroni rettangolari aperti.
La parte superiore del monumento è occupata da una grande iscrizione in lingua latina a testimonianza della realizzazione dell’acquedotto, sormontata dall’enorme stemma pontificio di Paolo V.
Alle spalle della fontana si trova un piccolo giardino, a ricordo di quello molto più ampio esistente nel XVII secolo.
Come era la prassi in quell’epoca, tutti i materiali di costruzione di questa fontana erano di spoglio, cioè erano stati sottratti a monumenti antichi.
Il Fontanone andò soggetto a numerosi restauri; il più remoto si ebbe nel 1859, il più recente nel 2019.
La Fontana dell’Acqua Paola è menzionata da Johann Wolfgang von Goethe in Viaggio in Italia e da Antonello Venditti nella canzone Roma capoccia; compare inoltre in alcuni film, ad esempio La grande bellezza del 2013.

La Fontana (o Fontanone) dell’Acqua Paola è anche chiamata Fontanone del Gianicolo, perché è situata proprio sul colle romano del Gianicolo.
A volerla fu papa Paolo V (come si nota dal nome Acqua Paola…) e venne costruita come mostra terminale dell’acquedotto Traiano dal 1610 al 1614; gli artisti responsabili furono Giovanni Fontana, Flaminio Ponzio e Ippolito Buzio e i materiali impiegati furono il marmo e il granito. Ma non era ancora il Fontanone che ammiriamo oggi, perché dal 1690 al 1693 si ebbe un intervento di rifacimento voluto dal pontefice Alessandro VIII ed eseguito da Carlo Fontana (nipote di Giovanni).

La metà inferiore di questa fontana è occupata da tre grandi archi centrali e due laterali più piccoli dei primi; la metà superiore dei tre archi centrali, anziché contenere statue, è occupata da grossi finestroni rettangolari aperti.
La parte superiore del monumento è occupata da una grande iscrizione in lingua latina a testimonianza della realizzazione dell’acquedotto, sormontata dall’enorme stemma pontificio di Paolo V.
Alle spalle della fontana si trova un piccolo giardino, a ricordo di quello molto più ampio esistente nel XVII secolo.
Come era la prassi in quell’epoca, tutti i materiali di costruzione di questa fontana erano di spoglio, cioè erano stati sottratti a monumenti antichi.
Il Fontanone andò soggetto a numerosi restauri; il più remoto si ebbe nel 1859, il più recente nel 2019.
La Fontana dell’Acqua Paola è menzionata da Johann Wolfgang von Goethe in Viaggio in Italia e da Antonello Venditti nella canzone Roma capoccia; compare inoltre in alcuni film, ad esempio La grande bellezza del 2013.
Michel Camillo-Redazione

profilo facebook: Michel Camillo
pagina facebook: contg.news
pagina instagram: contg_news_emad
