Gli apostoli sono a pescare in una notte sterile in cui non hanno preso niente, sono nel lavoro della loro vita quotidiana, presi un po’ anche dallo sconforto , dopo gli avvenimenti della Pasqua non sanno più nulla di Gesù, è verso l’alba che il Signore si fa presente, ma non si accorgono che è Gesù, solo dopo gettando le reti nella parte destra della barca, ascoltando la sua parola, non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Giovanni è il primo a riconoscerlo, pieno di gioia e stupore esclama: “ É il Signore!”
Anche nella nostra vita quotidiana, nel nostro lavoro, negli incontri di ogni giorno, il Signore si fa presente, si mette accanto a noi, dobbiamo imparare a riconoscerlo, nel povero che incontriamo, nell’amico, nella nostra famiglia, saper trasformare il nostro sguardo per vedere oltre, anche noi come l’apostolo amato da Gesù dobbiamo saper esclamare: “ É il Signore!”. Solo l’amore sa conoscere e riconoscere la sua presenza, chiediamo la grazia di saper amare Gesù per poterlo conoscere e riconoscerlo presente nella nostra vita, nel quotidiano nei piccoli gesti di ogni giorno. Preghiamo con Santa Caterina: “ Signore allarga il mio cuore!”
Nella seconda lettura tratta dal libro dell’ Apocalisse c’è una parola che riassume tutta la nostra adesione al Signore, è la parola Amen, dobbiamo riscoprirla nella nostra vita di fede e di preghiera.
Ogni volta che ascoltiamo la Parola di Dio con il cuore diciamo il nostro Amen, davanti all’eucarestia il nostro Amen è l’adorazione e l’apertura di tutto il nostro essere perché il Signore trasformi la nostra vita.
Risuoni allora chiaro il nostro “ Amen!”, il nostro “Si” al Signore, che adoriamo e al quale ci abbandoniamo fiduciosi rispondendo al suo invito a seguirlo ogni giorno nella nostra vita.
Andrea da Vallombrosa – sacerdote , monaco

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