Sabato 16 aprile due attacchi missilistici hanno provocato in Afghanistan almeno 45 vittime, tra cui diversi bambini.
Secondo le prime ricostruzioni, gli attacchi sarebbero avvenuti in rappresaglia per l’uccisione di sette soldati pakistani caduti in un’imboscata nella regione del Nord Waziristan, lungo il confine con l’Afghanistan.
Cresce dunque ulteriormente la tensione tra i due Paesi.
I rapporti si sono incrinati dal ritorno al potere dei talebani in Afghanistan nell’agosto scorso.
Da quel momento, il governo di Islamabad sostiene che Kabul stia ospitando gruppi militari accusati di incursioni sul suolo pakistano.
I talebani negano, canalizzando invece la tensione sulla costruzione di una recinzione che il Pakistan sta erigendo lungo il loro confine (2.700 chilometri), noto come linea Durand. Nei suoi pressi, si è verificata giovedì scorso l’imboscata ai danni di un convoglio militare pakistano, che ha portato, secondo una dichiarazione del governo, il numero di soldati uccisi al confine dall’inizio dell’anno a 128. Nella nota si legge che “l’esercito pakistano è determinato a eliminare la minaccia del terrorismo e i sacrifici dei soldati non fanno altro che rafforzare ulteriormente questa determinazione”.
Luca Dal Bon – redazione.

