Luca Roverselli presenta il viaggio in ” Cina ” .

a della Rubrica Il Viaggio di Cristoforo Colombo e delle Bellezze d’Italia

Se risaliamo indietro nel tempo nella nostra indagine storica alla ricerca delle origini della Cina, la storia che sentiamo narrare dai suoi antichi racconti si fonde indissolubilmente con la leggenda e il profondo Oriente si mostra pronto per narrare l’epopea della sua nascita e dei suoi antichi fasti in un modo insolito e sconosciuto ai popoli di ponente. Ad un certo punto del tempo, esiste un punto di rifrazione e in quel momento gli antenati si trasformano in qualcos’altro e divengono gerarchie divine, quelle che hanno prima generato e poi ordinato la struttura più intima del mondo e la loro presenza rimane ancora oggi percepibile nelle vestigia e nella cultura di quel popolo. Il più antico dei mitici sovrani che governarono il Paese è Fu Xi, nato quasi seimila anni fa, nel 3952 a. C. Si tramanda che avesse quattro occhi e la coda di serpente, indissolubilmente connesso alla sorella Nuwa tramite la coda e in tutte le raffigurazioni essi tengono in mano due strumenti simbolo del governo delle leggi del mondo. Lui impugna una squadra e la sorella tiene nelle mani un compasso. A Fu Xi vengono attribuite le scoperte e le invenzioni che hanno portato l’uomo, dallo statuto ontologico nel quale era in diretto contatto con i piani divini, a discendere al piano fisico, situazione che lo caratterizza tutt’oggi. Il mitico sovrano inventò infatti la metallurgia, la scrittura e infine il calendario, che faceva procedere il tempo e i cicli naturali in senso lineare, distaccando definitivamente la natura umana dall’area dell’eterno e del divino. Proprio in quel momento nasce la civiltà. L’uomo diventa cittadino del mondo e il mondo diventa la sua unica realtà visibile e conoscibile. La profondità di questi concetti che hanno tinto dei loro colori ogni epoca della futura umanità, conservano la loro influenza ancora ai nostri giorni nelle nostre visioni filosofiche e scientifiche dell’universo. Altro sovrano divino, conosciuto come Imperatore Rosso, è Shennong, iniziatore dell’arte agricola e primo utilizzatore delle erbe medicinali. Da lui nasce la medicina cinese. Quelle tre individualità divine sono le reggenti rispettivamente del cielo, della terra e della condizione razionale – immanente – della mente umana. Sono coloro che reggono il mondo fisico nel quale, da quel momento, gli uomini dovranno fare le loro esperienze. Sarebbe un grande errore di supponenza e di leggerezza descrivere la Cina e la sua profonda cultura utilizzando i parametri che caratterizzano la visione delle cose propria dell’uomo medio occidentale. Il primo uomo incarnato fu, nei secoli che seguirono, Huang Di, noto come Imperatore Giallo, titolo in seguito attribuito agli imperatori cinesi e fondatore della civiltà cinese. Regnò per cento anni, tra il 2697 a.C. e il 2597 a.C. e fu progenitore dei cinesi Han, il gruppo etnico maggioritario nel Paese. Oggi è chiaro che lo sviluppo della civiltà in Cina ha origine policentrica e ciò è dovuto al fatto che le vastissime aree sulle quali si estende il vastissimo territorio del Paese con i suoi 9.596.000 chilometri quadrati, ha favorito la crescita indipendente di diversi nuclei umani che solo successivamente si sono integrati a formare una nazione comune. I primi imperatori furono della dinastia Xia che vide diciassette imperatori dal 2200 a.C. al 1766 a.C. La dinastia successiva regnò poi fino al 770 a.C. Durante questo periodo il regno vive una fase di divisione interna che vede aumentare i conflitti tra le varie province al tempo del Chunqiu – primavere e autunni –  così descritto nelle cronache di quei tempi. Questi scritti sono attribuiti a Confucio, filosofo cinese i cui aforismi vengono tuttora citati in tutto il mondo. Negli anni che seguono, intorno alla fine del II Secolo a.C. esisteva un sistema molto fluido di alleanze rette diversi principi. Tra questi spicca il regno di Qin che manifesta una superiorità militare conquistando gli altri stati che capitolano uno dopo l’altro e il 221 a.C. è la data in cui la Cina si ritrova interamente  sotto il dominio di un unico sovrano. In quel momento il re assume il titolo di imperatore, titolo che fino ad allora era stato riservato alle mitiche dinastie Xia, Shang e Zhou. Le dinastie di regnanti si susseguono al governo del Paese fino al 1279 e poi giunge l’epoca delle invasioni mongole, sotto la guida di Gengis Khan. Il Khan, dopo avere unificato sotto il suo controllo tutte le tribù mongole, cerca di espandere la sua influenza e le sue terre estendendone i confini. I sui discendenti fondano così la dinastia Yuan, incontrata al governo della nazione da Marco Polo nel corso dei suoi viaggi alla scoperta della grande Cina. A quel tempo la Cina fa parte dell’Impero mongolo e Kublai Khan è sovrano di entrambe le entità politiche e territoriali. Durante il suo lungo viaggio in Oriente, durato 24 anni, dal 1271 al 1295, Marco Polo è testimone di imponenti opere dell’ingegno umano che creano scenari dominati da ardite costruzioni e da magnifici ponti talmente alti che può transitarvi sotto una grande nave con tutta l’alberatura. Nel suo celeberrimo libro “Il Milione” descrive eventi che hanno del miracoloso e che avvengono in ambienti quasi onirici. Dopo la cacciata dei Mongoli è il tempo della potente dinastia Ming che dalla data del suo insediamento nei palazzi del potere è capace di costruire, nel corso di soli tre anni, ben 1.681 navi delle quali circa la metà sono in grado di navigare in oceano aperto. Dopo il declino dei Ming, i Manciù invadono la Cina  fondando la dinastia Qing, rimasta al potere dal 1644 al 1912. Sotto il dominio dei Qing l’Impero cinese arriva alla sua massima estensione territoriale. All’inizio del XX Secolo la Rivoluzione Xinhai che si innesca tra il 1911 e il 1912 mette fine alla dinastia Qing e in quell’anno si costituisce la Repubblica di Cina e l’ultimo imperatore, Pu Yi, è costretto ad abdicare il 12 febbraio 1912. Pochi anni dopo la nuova Cina repubblicana partecipa alla prima guerra mondiale a fianco degli Alleati e successivamente interviene nel secondo conflitto mondiale contro le forze dell’Asse. Dopo la seconda guerra mondiale l’attrito tra  i nazionalisti filoamericani e i comunisti di Mao Zedong – nella vecchia trascrizione: Mao Tse-Tung – sfocia in guerra civile e il primo giorno di ottobre del 1949 è proclamata la Repubblica Popolare Cinese sull’isola di Formosa, nota comunemente come Taiwan. Il nuovo governo ha una struttura socialista e dispone che venga attuata subito la nazionalizzazione di tutta l’industria del Paese.

Le politiche praticate da Mao non portano la nazione al benessere economico e negli anni che seguono il governo è costretto a riconoscere la proprietà privata e studia alcune aperture del mercato agli investimenti esteri. Nel XXI Secolo la Cina è la prima potenza economica mondiale per prodotto interno lordo ed è membro fondatore dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. La Cina nasconde alcuni tra i tesori più straordinari del mondo ed è popolata dai paesaggi più incredibili a suggestivi che offre il nostro pianeta. Il principale fiume Hwang Ho – Fiume Giallo – chiamato dai Cinesi “La Culla della Civiltà” scorre attraverso paesaggi che nei suoi 5.464 chilometri incontrano luoghi che sembrano appartenere a decine di mondi differenti e sembrano abitati da comunità così varie che parrebbe di avere percorso un intero giro del mondo. L’altro grande fiume che attraversa la Cina, il Fiume Azzurro, chiamato così dagli occidentali e in cinese Chang Jiang – Fiume Lungo – con i suoi 6.418 chilometri è il più lungo del Paese e attraversa zone naturali dall’aspetto selvaggio con alte muraglie di rocce e di foreste, che si inabissano quasi verticalmente nelle profonde e azzurre acque. Le città della Cina, modernissime e vibranti di attività sono però capaci di farci perdere tra i loro vicoli del centro storico, dove i suoni e le luci del presente divengono via via più affievoliti e ovattati e d’un tratto ci si trova totalmente immersi in quel tempo lontano delle loro origini.

Così è Shanghai, nome abbreviato in cinese in , gigantesco centro urbano che conta più di 29 milioni di abitanti e che vanta il primo porto commerciale del Paese. Nel cuore della Cina c’è poi la più popolosa metropoli della nazione, Chongqing con i suoi 30.484.300 residenti e la sua estensione che occupa 82.401 chilometri quadrati la rende la città più grande del mondo. La sua origine corrisponderebbe al semi-mitologico Regno do Ba, fondato nell’XI Secolo a.C. e là, tra i suoi vicoli più antichi si respira ancora l’aria di quei tempi ancestrali. La capitale Pechino è descritta da Marco Polo che a quel tempo la chiama Cambaluc e scrive: “Questa città è grande in giro da 24 miglie, cioè 6 miglia per ogni canto e è tutta quadra, che non ha più da un lato che da l’altro” e continua: “E quivi ha 10 porte; su ciascuna porta ha uno grande palagio”. La cronaca del grande esploratore veneziano ci regala quasi la visione di quel luogo straordinario che non rassomiglia a nulla di noto a un uomo occidentale. Oggi possiamo ancora provare l’emozione di scoprire il fascino di Pechino attraverso la visita al sontuoso Tempio imperiale ancestrale, appena fuori dalla città proibita, che tradotto letteralmente dal cinese è Città Purpurea. Il complesso è composto da 980 edifici con un totale di 8.707 stanze che lo rendono il più grande palazzo al mondo. Costruita a partire dal 215 a.C. e lunga 8.850 chilometri, secondo le misurazioni satellitari del 2012, vediamo infine il monumento più celebre dell’antica Cina: la Grande muraglia cinese. Con le sue dimensioni essa è l’edificio più grande presente sul nostro pianeta. Per difendere il territorio dell’Impero dalle invasioni che provenivano dal Nord, Qin Shi Huang, fondatore della potente dinastia Qin, decise di intraprendere la realizzazione di una barriera insormontabile, dotata di torri di sorveglianza disposte con regolarità su tutta la sua lunghezza e tale che fosse completamente percorribile dall’alto delle mura, senza dover scendere sul terreno esponendosi ad eventuali attacchi da parte di forze militari nemiche. Il risultato è la titanica opera di edilizia che possiamo vedere ancora oggi e che è tuttora studiata da archeologi e ricercatori di tutto il mondo. Ecco in breve la Cina, il Paese più popoloso al mondo con i suoi 1.443.615.491 abitanti e una delle terre più antiche abitate dalla civiltà.

Luca Roverselli Redattore -Settore Storia- Il Viaggio di Cristoforo Colombo

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