“LA MAFIA FA SCHIFO. LA CONVIVENZA CON ESSA ANCORA DI PIÙ”

A CURA DEL REDATTORE MARCO LAMANTIA PER LA RUBRICA DI OPINIONE AGORA’ POLIS

foto archivio contg.news

Pizza mafia e mandolino così veniamo additati e presi in giro all’estero noi italiani. Ovviamente si tratta del più classico e banale stereotipo che rappresenta minimamente gli italiani  e i primi a metterselo in testa dovrebbero essere proprio gli italiani stessi. Fatta questa premessa è innegabile che la mafia in Italia esista. Non mi dilungherò sulle origini di un fenomeno così complesso (non ne avrei le competenze) ma quel che è innegabile è che non bisogna essere esperti per comprendere che la malavita si è evoluta. Le organizzazioni criminali non sono più solo quelle dei Boss rintanati n qualche casolare sperduto, ma anzi danno sempre più spazio a personale competente, uomini e donne laureati, che potrebbero benissimo essere manager in grandi aziende. La malavita diventa attraente nelle zone più disagiate del Paese, imponendosi come unica via di uscita per emergere dalla povertà e per ottenere protezione e potersi così costruire un futuro. Un lavoro ben remunerato dove le mansioni includono non solo le classiche uccisioni, minacce o estorsioni ma anche attività perfettamente legali incanalate nel sistema economico locale e nazionale. La Mafia non solo porta morte, timore e omertà ma uccide anche il territorio da punto di vista sociale ed economico, negando allo stesso un sano sviluppo i cui effetti si ripercuotono su tutti noi. La Mafia rappresenta al contempo il peggio di noi italiani ma ha anche permesso di dimostrare il nostro meglio. È grazie alla Mafia che sono sorti eroi, uomini e donne, che hanno dato la loro vita per vedere il loro Paese libero da una morsa che lo tiene fermo da troppo tempo. I nomi li conosciamo tutti e forse ci sono eroi “secondari” che meriterebbero più visibilità.

Accanto a questi eroi c’è l’altra faccia della medaglia. Infatti è più facile convivere con la mafia piuttosto che combatterla. Tuttavia se vuoi sconfiggere questo cancro devi farci la guerra con tutte le conseguenze che questo comporta.

Lo sapevano bene Falcone e Borsellino. Fu tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90 che lo Stato intraprese, grazie ai sopramenzionati eroi, una guerra contro Cosa Nostra. Maxiprocesso, carcere duro, legge sui pentiti misero alle strette la criminalità organizzata che sembrava per la prima volta battibile. Era quella la strada giusta. Una strada  difficilissima da percorrere ma che stava dando i suoi frutti e che proprio per questo venne abbandonata. I politici che fino ad allora avevano tutelato gli interessi mafiosi, una volta diventati inutili alla Mafia, vennero uccisi o minacciati di morte per le loro promesse non mantenute e al contempo  iniziò  il periodo delle stragi. Toto Riina voleva spaventare questo Stato forse per la prima volta così guerrigliero e cominciò a piazzare bombe in tutta Italia. Pezzi dello Stato cominciarono a cercare canali per instaurare un dialogo con la mafia. Fu così che mentreFalcone e Borsellino combattevano la Criminalità, insieme a una parte buona dello Stato,  in contrapposizione a loro c’era la parte che trattava e che spingeva Riina ad alzare l’asticella delle stragi per incutere sempre più paura. Iniziava l’era dei papelli delle richieste allo Stato, richieste che vennero pedissequamente eseguite. La Trattativa Stato Mafia iniziava, portando benefici solo alla seconda. Falcone e Borsellino erano due ostacoli troppo ingombranti. Due uomini che volevano combattere la criminalità organizzata e di certo non volevano convivere con essa. Liberare la loro Terra era la loro missione e per questo dovevano morire e infatti morirono. I governi che si succedettero si videro privati degli uomini che avevano posto in essere le leggi più dure contro la Mafia. Occorreva solamente l’arresto di Riina in modo che le redini di Cosa Nostra passassero a Provenzano a cui il dialogo piaceva più delle bombe. Finì così la prima vera guerra dello Stato contro la Mafia. Venne ristabilita la pace e la Mafia si è evoluta e diffusa in tutto il territorio nazionale. I problemi anche economici dell’Italia derivano ad oggi da quelle scelte. Si torni a combattere la criminalità organizzata. Se si vuole commemorare eroi come Borsellino e Falcone sarebbe opportuno fare meno discorsi strappalacrime e approvare più leggi contro questo cancro tutto italiano. Ovviamente sarebbe cosa buona e giusta essere vicini umanamente, e non solo, agli eroi odierni che portano avanti una battaglia che potrebbe essere vinta in quanto “ La Mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine “


Marco Lamantia redattore contg.news

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