a cura del Redattore Luca Roverselli – professore e storico

Ermitage – imponente scalinata interna 
ambiente estremo della Siberia del Nord

Ermitage 
il paesaggio della Siberia più estrema 
irkustk immersa nel suo inverno siberiano 
la celeberrima Prospettiva Nevsky di San Pietroburgo
L’Asia è una terra dalle dimensioni sconfinate e si estende su un’area vastissima che va dai suoi confini occidentali protesi all’interno dell’Europa, fino all’estremo oriente dove si affaccia sull’estremità nord-occidentale del continente americano. Ebbene, tutta la fascia a nord di quel continente è occupata dai territori di un unica e nello stesso tempo multiforme nazione: la Russia. Il Paese, con i suoi 17.864.345 chilometri quadrati di superficie rappresenta il più vasto stato del pianeta. Nei secoli che vanno dal trecento al Seicento d.C. le steppe che disegnano con i loro bassi profili le aree interne di quelle terre sono percorse da ondate di popoli nomadi condotti da una élite di tribù, come gli Unni e gli Avari, che si dirigono verso l’Europa Occidentale. Nei decenni che seguono, durante il VII Secolo, nelle zone meridionali dell’attuale Russia si insedia una federazione di popoli nomadi turchi, i Cazari, nome che deriva dal verbo vagabondare in lingua turca. Essi fondano il Khanato di Khazaria sulle sponde del Mar Caspio. Nel corso del X Secolo il Khanato inizia il suo inesorabile declino, dovuto in parte al sopraggiungere di una decadenza interna e in parte alle incursioni di popolazioni bellicose come i Vichinghi, guerrieri provenienti dalla penisola scandinava e i Variaghi, commercianti e pirati provenienti dalle stesse aree. L’influenza politica dei Kazari svanisce nel volgere di pochi decenni e nel 965 i Vichinghi conquistano le città di Sarkel e Itil, principali centri dei Kazari, decretando la fine del loro impero. Durante i due secoli che seguono le sempre più pressanti incursioni di popolazioni di provenienza turca costringono i popoli di origine slava del sud a spostarsi verso le regioni settentrionali rappresentando così l’eredità culturale della Rus’ di Kiev mentre l’area del medio corso del Volga finì sotto il controllo dello stato islamico. Ma nel 1240 si riversano nei territori della Rus’ di Kiev imponenti ondate di una popolazione descritta nella storia con icone dai contorni molto indeterminati e composta da genti di provenienza mongola, parliamo di quelle popolazioni conosciute con il nome generico di tartari. Questi provocano la caduta della Rus’ e i Mongoli si trovano a governare le zone centrali e meridionali della Russia per più di tre secoli. Tra i vari potentati e principati presenti su quegli ampi territori, con Ivan I, a partire dal 1332, il Granducato di Mosca divenne il più influente tra i principati russi e si trova ad esercitare la sua influenza su tutta la Russia occidentale, pur restando formalmente ancora sotto il controllo mongolo. Durante questo periodo il Granducato riuscì a trattenere ingenti somme che avrebbe dovuto versare come tributi ai governanti tartari e grazie a questa audace manovra, fu in grado di guidare la liberazione dal dominio tartaro e nel 1380 la Moscovia sconfigge i tartari nella storica battaglia di Kulikovo. Alcuni decenni più tardi si delinea un altro evento fondamentale nella storia di quelle vaste terre. I Turchi Ottomani, guidati dal sultano Maometto II detto “Il Conquistatore” espugnano Costantinopoli il 29 maggio 1453 grazie ad una favolosa arma: il klaid (cannone), armato con palle in granito del diametro di 65 centimetri e del peso di ben 350 chilogrammi. L’ordigno era in grado di sparare 5 colpi al giorno che avevano una massa d’urto sufficiente per sgretolare le mura della città, reputate a quel tempo le più sicure al mondo. Proprio i Bizantini avevano rifiutato poco prima l’offerta di questa innovativa arma e così essa decretò la loro caduta e così l’Impero Romano d’Oriente cessa di esistere dopo ben 1058 anni. Questa data, unitamente alla scoperta delle Americhe è considerata dalla maggioranza degli storici come la fine del Medioevo. Poi Ivan III “Il Grande” è il primo a fregiarsi del titolo di Zar – termine che deriva dal latino Caesar, cognome di Gaio Giulio Cesare – e che significa perciò Imperatore Romano d’Oriente. Egli decise che la sua capitale, Mosca, dovesse diventare una Terza Roma, dopo Roma e Costantinopoli e così iniziò la costruzione del Cremlino per opera di Ridolfo Fioravanti da Bologna, chiamato dallo zar a dirigere il progetto. Incoronato nel 1547, Ivan IV “Il Terribile” rafforza la monarchia assoluta e promulga leggi su base feudale riconoscendo ampia autogestione alle zone rurali, di importanza capitale per il benessere del Paese.

La città siberiana di chabarovsk 
la grande steppa russa 
lancio di una navicella del programma Soyuz 
metropolitana di mosca
Ivan IV durante il suo regno raddoppia il territorio russo annettendo al governo di Mosca tre khanati tartari lungo il Volga e nel sud-ovest della Siberia. Intanto i popoli della Crimea, nel tentativo di ripristinare i khanati del Volga, continuano a razziare la Russia meridionale alleanti con gli Ottomani, arrivando a dare alle fiamme anche le aree periferiche della stessa città di Mosca. Nel 1572, nella battaglia di Molodi i Russi sconfiggono definitivamente gli invasori liberandosi dalla minaccia ottomano-crimeana. Una grande carestia porta poi ad una sanguinosa guerra civile tra il 1601 e il 1603 e la Confederazione polacco-lituana occupa in quegli anni varie zone russe tra cui la stessa Mosca e così termina il suo regno la dinastia di Ivan, quella dei Rurik. Nel 1613 è eletto Zar il giovanissimo Michele Romanov, di appena diciassette anni e così inizia la dinastia dei Romanov che porterà la Russia fino al XX Secolo, quando l’ultimo Imperatore russo, Nicola II fu incapace di gestire l’importante e poco nota Rivoluzione Russa del 1905. La rivolta era nata dalla repressione da parte dell’esercito di una manifestazione pacifica degli operai a San Pietroburgo. Già da due decenni le Università erano sotto il controllo poliziesco per via delle ribellioni dei giovani al regime autocratico che aveva sciolto tutte le associazioni studentesche. Nel 1903 la situazione precipita e Nicola II sospende la Costituzione violando le concessioni concesse alla Finlandia, che allora godeva di una certa autonomia. Nello stesso anno lo zar decreta la chiusura di tutte le scuole armene e il sequestro dei beni della chiesa locale. Nello stesso periodo, rivolte orchestrate contro gli ebrei – pogrom – provocavano centinaia di morti e di feriti e i problemi non erano finiti qui, perché una violenta carestia che durava da ormai tre anni, sfocia nel 1902 in una aperta rivolta dei contadini in varie zone del Paese. I partiti politici erano vietati e nelle riunioni clandestine il congresso dei socialdemocratici del 1903 inizia a pensare all’instaurazione di una dittatura del proletariato. Il 2 agosto 1903 fondano così la storica “Unione di Liberazione”. Lo zar, nonostante la situazione catastrofica della nazione, tenta di espandere i territori del suo Impero conquistando la Corea, al costo di gravissimi sacrifici per la popolazione. L’opposizione del Giappone all’annessione di quel territorio portò in breve a una guerra dall’esito catastrofico per la nazione e per la credibilità politica di Nicola II. In seguito a tutti questi fatti, il 22 gennaio del 1905 segna l’inizio di una rivoluzione che vede il suo epilogo solo dodici anni più tardi, ma gli osservatori del tempo avevano già compreso che quel processo sarebbe stato irreversibile e avrebbe condotto alla fine del governo degli zar. Dopo la Rivoluzione d’ottobre del 1917 la Russia diventa Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, governate dal Consiglio – Soviet – e rappresentate dal 1936 dalla figura del Soviet Supremo dell’U.R.S.S. Il 1957 rappresenta poi una data fondamentale per il progresso umano. In quell’anno infatti l’Unione Sovietica lancia il primo oggetto di fabbricazione umana a raggiungere lo spazio orbitale terrestre, lo Sputnik 1. Da quella data inizia la corsa allo spazio, che tingerà con il suo mistero con le sue emozioni le speranze e le fantasie di generazioni di giovani. In quel periodo anche il design di oggetti di uso comune si ispira ai razzi spaziali e sulle carrozzerie delle auto compaiono pinne e ugelli che Ricordano le forme dei vettori spaziali. Vari decenni dopo la conquista dello spazio, l’8 dicembre 1991 i presidenti di Russia, Bielorussia e Ucraina firmano l’accordo che sancisce la fine dello stato sovietico e Boris El’cin è eletto presidente della nuova Federazione Russa. Nei suoi vastissimi territori la Russia presenta paesaggi dalle distese immense in contrasto con luoghi dal raccoglimento quasi mistico, fino ad arrivare alle zone più estreme dell’abitare umano dove, nella vastissima Siberia, sorgono città dall’aspetto sognante e sontuoso, che mai ci si aspetterebbe di vedere nel gelo dell’Artico. Esse appaiono alla vista come splendidi miraggi, dopo aver percorso lande desolate di freddo e di silenzio. C’è la sontuosa Novosibirsk, attraversata dal fiume Ob’. La sognante Irkutsk, un eremo lontanissimo dalla capitale Mosca, da cui dista ben 5.185 chilometri e soprannominata la Parigi della Siberia. E poi la bellissima Chabarovsk, situata all’estremo oriente del Paese che con i suoi edifici particolari e insoliti, sembra uscita da un romanzo fantasy. Nel cuore della Russia ci sono invece i centri di maggiore fama per l’arte e per la cultura, dove si sono fuse le sapienze dei popoli che nel corso di due millenni hanno abitato quelle terre. La prima è senza dubbio la sontuosa Mosca.

Mosca Piazza Rossa 
Siberia – città di Novosibirsk 
suggestivo passaggio ghiacciato sullo Stretto di Bering 
una galleria della metropolitana di Mosca
La grande metropoli russa reca le vestigia delle sue grandezze e delle sue umane vicissitudini. Il suo spirito è presente e palpabile negli edifici e nelle infrastrutture tra le quali ricordiamo l’ambiente particolare che si vive nei locali della celebre metropolitana, definita la più affascinante del mondo. San Pietroburgo, distesa sul fiume Neva, è certamente l’altra meta di assoluto interesse. Qui il museo dell’Ermitage è annoverato tra i due massimi luoghi sacri dell’arte al mondo, insieme al Louvre di Parigi. La sua sede al Palazzo d’Inverno che ospitò per due secoli la residenza degli zar è già dall’esterno una visione artistica di ineguagliabile fascino. Al suo interno, in una cornice allo stesso tempo intima e grandiosa, si possono ammirare le opere dei più grandi artisti che hanno rappresentato il genio umano nella sua storia. A San Pietroburgo le dimensioni di tutte le cose sono grandiose, dagli spazi urbani alla celeberrima Prospettiva Nevskij, letteralmente: “Corso della Neva” che parte dalla piazza dove si affaccia il Palazzo d’Inverno e attraversa la città creando spazi suggestivi e imponenti. La grande Russia è tutto questo e conserva nelle vie delle sue città così varie e così uniche la cultura dei popoli che nel corso dei lunghi secoli le hanno abitate. Quelle memorie hanno assunto forme diverse da quelle che furono in origine e, per coloro che ne vengono in contatto, a volte risuonano e a volte non più, ma restano comunque presenti a testimoniare le conquiste dell’arte e del pensiero di un grande popolo.
Luca Roverselli-Redattore e Storico di contg.news

