
Vista l’ora particolarmente tragica che l’Ucraina (e con lei ogni persona di buona volontà) sta vivendo, è opportuno far conoscere ai nostri lettori qualcosa di più su tale nazione.

L’Ucraina è una repubblica semi-presidenziale con la classica tripartizione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Il presidente, eletto direttamente dal popolo, resta in carica cinque anni ed è formalmente il Capo dello Stato; il parlamento è mono-camerale e conta quattrocentocinquanta seggi.

La capitale è Kiev, che risulta anche essere la città più popolosa del paese; sorge sulla riva destra del fiume Dnepr, nella parte centro-settentrionale dell’Ucraina, vicino al confine con la Bielorussia. Kiev ha un clima continentale, molto freddo in inverno e relativamente caldo in estate.
Una città piuttosto nota è Odessa, che si trova invece nella parte meridionale, sul Mar Nero, vicino al confine con la Moldavia; Odessa vanta un’università fondata nel 1865 dallo zar Alessandro II di Russia.
Il 3 giugno 2016 si è assistito a un cambiamento radicale per l’Ucraina: quel giorno infatti le donne ucraine hanno cominciato a servire in unità di combattimento delle forze armate.

Il presidente ucraino è Volodymyr Zelens’kyj, nato il 25 gennaio 1978 da genitori ebrei; egli è laureato in giurisprudenza e ha un passato da attore, sceneggiatore e comico. Zelens’kyj ha prestato giuramento come presidente il 20 maggio 2019.
Per quanto riguarda la religione, un sondaggio del 2018 rivela che i cristiani ortodossi costituiscono il 71,1 % della popolazione.
La cucina ucraina è piuttosto ipercalorica e ricca di carboidrati; gli ingredienti principali della cucina popolare sono funghi, verdure, barbabietole, frutta e vari tipi di erbe. Il piatto più consumato sono i varenyky: si tratta di ravioli a forma di mezzaluna, con un ripieno che può essere di patate o di ciliegie.
Nel calcio l’Ucraina ha spesso ottenuto risultati positivi: la nazionale raggiunse i quarti di finale sia nei mondiali del 2006 (sconfitta 3-0 dall’Italia), sia negli europei del 2020 (di fatto svoltisi nel 2021; questa volta a sconfiggerla fu l’Inghilterra, con punteggio 4-0). Inoltre, assieme alla Polonia, l’Ucraina organizzò gli europei del 2012, nei quali la finale si disputò a Kiev.
Ma le squadre di club non sono da meno. Ad esempio, lo Shakhtar Donetsk nella Champions League 2010-11 eliminò la Roma negli ottavi, prima di arrendersi al Barcellona nei quarti; lo Shakhtar Donetsk nella Champions League 2017-18 raggiunse gli ottavi, ma questa volta si consumò la vendetta sportiva, perché fu eliminato proprio dalla Roma. Oppure pensiamo al Dnipro, che nell’Europa League 2014-15 fu capace di eliminare il Napoli in semifinale (in finale sarebbe stato battuto dal Siviglia).
Anche il calcio a cinque vede una nazionale ucraina forte, dato che è arrivata seconda per due volte agli europei: nel 2001 (sconfitta dalla Spagna) e nel 2003 (battuta dall’Italia).
Per quanto concerne gli altri sport, l’Ucraina si aggiudicò gli europei di pallacanestro femminile nel 1995.
Sulla guerra attualmente in corso, l’unica cosa che ci sentiamo di rilevare in questa sede è che tale guerra non è stata, come si suol dire, un fulmine a ciel sereno; infatti già a gennaio 2022 l’intelligence statunitense riteneva molto alte le probabilità che la Russia invadesse l’Ucraina.
Michel Camillo-Redazione

