La speranza è l’ultima a morire: per fortuna gli italiani sono piuttosto longevi .

a cura del Redattore Marco Lamantia per la Rubrica Agorà Polis

L’italia è uno dei Paesi con la popolazione più vecchia d’Europa. Nel nostro Paese c’è una crisi demografica senza precedenti e le nascite sono sempre meno. Molti giovani lasciano il Bel Paese e vanno a cercare successo all’estero dove molto spesso(gli italiani sono particolarmente bravi) si fanno valere per le loro capacità. Per noi italiani una doppia beffa: da un lato paghiamo per istruire i nostri ragazzi ma la nostra incapacità di creare prospettive fa si che questi ultimi traslochino lontani dalla madre patria, andando a creare ricchezza ai nostri vicini.

foto contg.news /ansa

Al riguardo sembrano profetiche le parole di Indro Montanelli che, in una delle sue ultime interviste, parlava di un Italia senza futuro, al contrario degli italiani che, con le loro creatività e abilità nell’ adattamento sarebbero stati capaci di imporsi in tutto il mondo. Gli anni passano, Montanelli è deceduto da più di venti anni e i giovani che sentivano parlare analisti e politici della necessità di dover cambiare questo Paese piuttosto stantio sono invecchiati e, i loro figli, sentono dire le stesse cose che prima di loro udivano i loro genitori. Nel mentre la Politica cosa fa? Per molto tempo la classe dirigente è stata in mano a persone al potere dalla notte dei tempi. Uomini e donne fuori dal mondo e dalla storia che non hanno saputo (o voluto) cambiare le sorti di una nazione che ha potenzialità infinite. Per cambiare questo Paese non servono giovani ma idee giovani. Questo è un punto di fondamentale importanza perché un giovane che entra in politica(è li che si decide tutto che piaccia o non piaccia), reputando normale di vivere in un Paese dove regna il più totale conflitto di interessi, dove ancora oggi la politica è dappertutto, dalla Rai alle partecipate, dagli ospedali alle autorità indipendenti, non è altro che  la faccia di un sistema che cambia tutto per non cambiare nulla e che rifiuta anche la più piccola innovazione per mantenere uno status quo che allontana i suoi coetanei dalla loro Terra.

L’innovatore è colui che, indipendentemente dall’età, lotta contro la corruzione, l’innovatore l’evasione, l’innovatore ambisce, in virtù di una sana competizione, a vedere al primo posto il proprio Paese, l’innovatore deve essere sostenuto perché in questo Paese è visto come un nemico e ogni pretesto è buono per buttarlo giù. L’allergia al cambiamento è ovunque persino nello sport. Emblematico cosa è successo nel mondo del calcio, in un Paese dove questo sport è quasi religione, la nazionale non si è qualificata per la seconda volta ai mondiali. È successo qualcosa ? No i responsabili di questo fallimento sono rimasti lì intoccabili nella loro posizione di vertice e, a parole, pronti a sostenere riforme che non hanno mai posto in essere in tanti anni  .

Per abbattere il gattopardo, che è forte e sa incassare anche molto bene, serve una presa di coscienza nostra e dico nostra perché anche chi vi scrive è un giovane o almeno così si considera. Lasciare fare loro, dire che è inutile seguire le vicende italiane, non ci ridarà il nostro futuro. Il sistema è ben contento di saperci menefreghisti perché vede rafforzare la sua posizione. Non accontentiamoci di vivacchiare. Non accontentiamoci di vedere la fortuna all’estero a migliaia di chilometri dalla nostra splendida terra. Servono giovani idee. Servono idee innovative.

Prima ancora che il diritto a emigrare va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra (Benedetto XVI).

Marco LamantiaRedazione

Marco Lamantia

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