Prosegue il nostro viaggio alla conoscenza dei vari compositori di versi più rinomati della nostra Italia. Terra di Alessandro Manzoni, Petrarca, Boccaccio e oggi con un pizzico d’orgoglio possiamo dire di Andrea Donna, collega, giornalista . Natio della bella e cara Torino che oggi con noi risponderà ad alcune domande.
Andrea, ringraziandoti per l’ invito ci puoi raccontare un po’di te.?
Classe ’79, nato e sempre vissuto a Torino, giornalista pubblicista, co-fondatore di Inspire Communication, agenzia di comunicazione. La buona letteratura è, tra le mie molte passioni, una delle più antiche.
Qual’è stato il percorso che ti ha portato alla scrittura in sintesi?
Ho sempre avuto velleità artistiche: il desiderio, cioè, di creare qualcosa di bello e di mio. Non so comporre musica, non so disegnare: scrivere, invece, mi è sempre riuscito abbastanza naturale e facile. Mi sono dunque concentrato su questa facoltà, provando a svilupparla. Ricordo le prime poesiole (perdute e chissà quanto brutte) scritte a, credo, otto o nove anni. Ho sempre provato un istintivo piacere nello scegliere le parole, nell’ordinarle, nel trarre fuori da loro il suono e il ritmo che meglio gratificavano il mio orecchio; da adolescente, poi, ho cominciato a rendermi conto che la grande poesia dei grandi poeti mi faceva provare piacere; provare a imitarne tecnica e ritmo, all’inizio con risultati disastrosi, è stato un passo quasi automatico. Questo è sempre stato il senso del mio scrivere, in un percorso di miglioramento lentissimo, faticoso, non so in che misura riuscito, senz’altro non ancora concluso. Questo valeva all’inizio e vale oggi.
Come riesci a conciliare il tempo della professione con quello della passione per la lettura e la scrittura? Qual’è il tuo segreto?
Concilio queste due attività che hanno bisogno di per sè molto tempo cercando di organizzare bene le mie giornate cercando moltissimo di sfruttare la possibilità di ascoltare audiolibri a velocità doppia. Questo mi permette di ascoltare almeno un romanzo o saggio di più dimensioni a settimana. Accendere audibol è la prima cosa che faccio al mattino. Posso garantirmi una mezz’ora di lettura appena sveglio tutte le mattine mentre mi preparo per il lavoro. Questo per quanto riguarda la prosa. Per la poesia invece ho una passione molto fruizionale. La fruisco a piccole dosi come un buon cioccolatino. Cerco di leggerla come si fa per i buoni vini che si centellinano e non si bevono alla goccia.
Ci puoi raccontare la tua recente opera?
Uscirà nei prossimi mesi una mia raccolta di sonetti . Una ottantina di sonetti così suddivisi , una mia riscrittura dei Fungi from Yuggoth di Lovecraft per 36 sonetti elisabettiani. Altrettanti sonetti del corpus Incubi e poi una ventina di sonetti di forma petrarchesca. Il tutto uscirà all’inizio dell’autunno.
Quali sono i progetti per il futuro?
Come futuro remoto ho nel cassetto alcune decine di pagine che naturalmente non sarà pronto credo nei primi due anni della mia pensione per cui ci vorrà almeno ancora una decina di anni . Qui l’operazione culturale è unire una materia di operazione culturale e popolare come il Fantasy con il tentativo di fare una scrittura letteraria curata di alto livello scrittorio. Quindi dovrà essere curato un testo in prosodia.
Grazie Andrea per la disponibilità
Grazie a voi e buon lavoro.

