A causa della legge marziale in Ucraina, anche i cittadini stranieri fanno fatica a lasciare il Paese.

Come ha scritto l’Indipendente, nell’attuale scenario di guerra in Ucraina non è semplice neppure per un cittadino italo-ucraino rientrare in Italia.

A causa del decreto firmato dal Presidente ucraino Zelensky, tutti i cittadini uomini dai 18 ai 60 anni sono chiamati a combattere obbligatoriamente per difendere il proprio territorio.

In questo contesto non sono dunque rarissime storie incredibili, come quella di Volodymyr, cittadino italo-ucraino di 56 anni, volato in Ucraina il 20 febbraio per seppellire il padre morto.

Rimasto poi intrappolato nella guerra, non è riuscito fino a ieri a lasciare il Paese e a far ritorno in Italia, dove vive da 30 anni, è sposato e ha due figli.

Ha deciso di entrare in Ucraina con il passaporto ucraino e non italiano per evitare la quarantena obbligatoria di 10 giorni prevista per i cittadini stranieri nell’ambito della normativa anti-covid.

Ma questo dettaglio gli è stato fatale.

È dovuto intervenire il ministro degli Esteri italiano a produrre tutta la documentazione da zero per convincere i funzionari della dogana a lasciarlo partire.

Nel frattempo ha vissuto in un’abitazione di fortuna, con l’incubo di finire sotto le bombe o di essere costretto ad essere arruolato nell’esercito ucraino.

La storia di Volodymyr si è conclusa nel migliore dei modi, ma chissà quante situazioni simili esistono di cui non siamo venuti a conoscenza.

Luca Dal Bon.

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